Il Pd sconfitto in Trentino e la solita vuota litania, l’aspirante segretario Nicola Zingaretti: «Il partito deve cambiare»

Nicola Zingaretti è il segretario del Pd

La Lega vince in Trentino, i Cinque Stelle escono a pezzi dalle urne e il Pd perde una regione che per vent’anni era appannaggio della sinistra. E di fronte all’ennesima bocciatura che l’elettorato rifila al Pd, il partito che fa? Si lancia nella solita cantilena che ad oggi non ha portato i ‘dem’ verso alcuna direzione di concreta ricostruzione. Dice il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, che per inciso si è anche candidato alla segreteria del Pd: quanto accaduto in Trentino è «l’ennesima conferma che bisogna cambiare, i cittadini lanciano dei segnali, avvertono una voglia di cambiamento che purtroppo le destre e i Cinque stelle hanno interpretato di più». Ma il Pd non solo non sa cambiare, ma non sa neanche spiegare in modo concreto quali sarebbero i termini del cambiamento che dovrebbero indurre un elettorato ormai in fuga a rinnovare la perduta fiducia al Pd. Finendo così per aggrapparsi a concetti ‘vuoti’ nei quali alla fine nulla si dice. Prosegue Zingaretti, infatti, nella dichiarazione resa a margine di un’iniziativa organizzata a Terni nell’ambito del primo appuntamento umbro del suo tour Piazza Grande. «Il Pd – ha continuato Zingaretti – deve cambiare sapendo che molte delle promesse della campagna elettorale si stanno rivelando delle bugie, come abbiamo sempre denunciato. Ma non è con la bacchetta magica che si risolvono i problemi, ma assumendo noi questa voglia di cambiamento e rilancio della giustizia sociale di questo Paese. Loro – ha concluso – governano perché hanno la maggioranza parlamentare, ma non sono la soluzione dei problemi degli italiani». Nell’attesa che il Pd cambi e soprattutto chiarisca in che modo è cambiato, la Lega si è portata a casa il Trentino.

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lunedì, 22 ottobre 2018 - 19:50
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