L’insensibilità di Grillo: paragona i politici agli autistici per deriderli. Ira di Renzi: «Mi fa schifo». Rabbia delle famiglie

Beppe Grillo, fondatore del Movimento delle Cinque Stelle (foto Kontrolab)

L’accostamento è stato infelice. Per non dire di cattivo gusto. Decisamente da evitare. E, inevitabilmente, ha innescato una girandola di polemiche e sollevato un coro di indignazione. Sabato sera al Circo Massimo a Roma, il fondatore del Movimento Cinque Stelle, ha chiuso la festa grillina con un intervento sul quale inevitabilmente si sono accesi i riflettori. Per esaminare, dal suo punto di vista, la situazione attuale dei politici italiani e per condannarne le loro capacità, Grillo ha paragonato i politici agli autistici. «Chi siamo? Siamo pieni di malattie nevrotiche, siamo pieni di autistici, l’autismo è la malattia del secolo. L’autismo non lo riconosci, per esempio è la sindrome di Asperger: c’è pieno di questi filosofi in televisione che hanno la sindrome di Asperger. Che è quella sindrome di quelli che parlano in quel modo e non capiscono che l’altro non sta capendo. E vanno avanti e fanno magari esempi che non c’entrano un cazzo con quello che sta dicendo, hanno quel tono sempre uguale. C’è pieno di psicopatici….», ha detto.
Il più violento nella reazione è stato Matteo Renzi, senatore del Pd ed ex segretario del partito. «Senza giri di parole: Beppe Grillo, per me fai schifo», ha scritto su Facebook. Poi ha aggiunto: «Sabato i 5 stelle hanno chiuso il proprio evento al Circo Massimo con gli insulti di Beppe Grillo al Capo dello Stato italiano, al Capo dello Stato francese, all’Opposizione (…) Il noto pregiudicato genovese, non pago, ha pensato bene di insultare anche le persone che soffrono per l’autismo. Chi ha un figlio con disturbi allo spettro autistico combatte ogni giorno perché il suo bambino non venga discriminato. Che vergogna vedere il primo partito italiano che chiude la propria festa annuale con parole di scherno verso queste famiglie».
Storce il naso anche Gianluca Nicoletti, giornalista e scrittore, con sindrome di Asperger e il cui figlio è  autistico: «Chi ha un figlio autistico già deve ogni istante combattere perché il figlio non sia discriminato, non debba subire lo scherno di chi non capisce che proprio quel suo ‘non capire’ non è dovuto a cattiveria ma a un suo modo d’essere, al suo ‘cervello diverso». Prosegue Nicoletti: «Suscitare la risata della folla su quello che per un Asperger è sintomo della sua diversità è ingeneroso, soprattutto da parte di chi dovrebbe ben conoscere cosa sia l’autismo- aggiunge- gli autistici hanno diritto di essere trattati da cittadini come qualsiasi altro abitante del nostro paese».
Anche da Forza Italia arrivano parole di censura per l’ironia becera di Beppe Grillo. «Beppe Grillo ci ha abituato da tempo a discorsi senza logica, a frasi senza senso buttate lì per fare ironia gratuita ma ieri, con le battute sferzanti sull’autismo, ha davvero toccato il fondo», ha commentato Gabriella Giammanco, vicepresidente di Forza Italia al Senato. «Non è la prima volta che il comico e fondatore del Movimento 5 Stelle non si fa scrupoli a pronunciare frasi al vetriolo per attaccare la politica, pensando evidentemente che pur di aizzare le folle tutto sia concesso, ma l’idea di chiamare in causa gente che soffre di patologie serie è di cattivo gusto oltre che, per usare un eufemismo, poco intelligente. Grillo dovrebbe chiedere scusa ai malati e alle loro famiglie, cercando di salvare il salvabile e dimostrando di saper ancora essere persona civile», ha concluso Giammanco.

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lunedì, 22 Ottobre 2018 - 14:37
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