Ritardi della Circum e pioggia di calcinacci Girare a Napoli è come uno sport estremo

Circumvesuviana
di Manuela Galletta

C’è la Circum che arriva tardi. Come al solito, tanto che il disservizio non fa più notizia. Anzi, a Napoli ci si sorprende quando i treni passano con puntualità. Ieri poi la Circum se l’è presa proprio comoda. Chi dalla provincia sud era diretto a Napoli e aspettava il convoglio dalle 10 è riuscito a partire soltanto un’ora dopo, con tutti i problemi del caso per chi aveva appuntamenti o impegni inderogabili.

Poi c’è la Metro, la linea1, quella che da piazza Garibaldi ti porta nel cuore della città. Doveva essere il fiore all’occhiello del servizio pubblico cittadino. E invece… Invece se la mattina ti tocca partire dalla provincia per raggiungere piazza Municipio, lo ‘strazio’ diventa doppio. Non solo devi fare i conti con la Circum e i suoi capricci, ma una volta giunti sulla ‘banchina’ che sta sottoterra ti tocca pure metterti a pregare. A pregare che il treno arrivi, prima o poi. Ed è inutile gettare l’occhio al display che un tempo, ormai lontano, segnalava i minuti di attesa. Il tabellone è spento, ché tanto l’arrivo del treno è diventata una sorta di lotteria. Se tutto va bene resti immobile una ventina di minuti. Nel frattempo puoi pensare ai problemi che ti affannano o alla cena da cucinare. Ah, inutile sfilare dalla borsa o dalla tasca il cellulare: nella Metro non funziona il wi-fi. Così a piazza Municipio ci arrivi, partendo da Portici, dopo quasi due ore, quando in realtà se i mezzi funzionassero come dovrebbero la corsa Circum-Metro da Portici a piazza Municipio durerebbe appena 50 minuti. Ma va bene, alla fine a destinazione ci arrivi lo stesso.

E finalmente tiri un sospiro di sollievo, anche perché c’è il sole che bacia Castel dell’Ovo e il vento leggero porta dal molo Beverello l’odore del mare. Basta questo per riconciliarsi col mondo. Anzi, no. Perché non appena metti piede nel centro di Napoli sei costretto a camminare al centro della strada per non morire ammazzato e finire sui giornali di tutta Italia: dai palazzi piovono pietre. Colpa del maltempo di lunedì o della cattiva manutenzione che in questa città è diventata una costante, come i treni della Circum che non passano mai in orario. Ieri tra via Santa Brigida e Corso Vittorio Emanuele III, a un tiro di schioppo dal Comune, i vigili del fuoco hanno dovuto transennare la strada d’urgenza – con buona pace degli automobilisti costretti in un traffico infernale – per la caduta di calcinacci. Uno pensa: «Meno male, mi è andata bene… Se fossi passato di lì poco prima». E allora viene da benedire la Circum che se la prende comoda e la Metro 1 che fa un po’ come vuole. Comunque state tranquilli: se mai vi dimenticaste che a Napoli si può morire per il distacco dei cornicioni, come è accaduto al 14enne Salvatore Giordano, ci pensa il Comune di Napoli a ricordarvelo con un insolito monumento alla ‘pietra crollata’. Il monumento è da due giorni all’angolo tra via Medina e via Incoronata: una tegola e annesse pietre schiantate a terra e circoscritte da un nastro bianco e rosso. Pregate però che a nessun teppista, a nessun ubriaco e a nessun drogato venga la felice idea di raccogliere quei pezzi da terra per iniziare a tirarli. A quel punto penserete che la Circum, nel giorno della tragedia, avrebbe fatto bene a non passare proprio e a non portarvi a Napoli città.

giovedì, 1 Novembre 2018 - 16:33
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