Prescrizione slittata di un anno, così Salvini ha messo i grillini nel sacco

Matteo Salvini (foto Kontrolab)
di Manuela Galletta

Tutti felici. Almeno all’apparenza. Quanto meno sollevati dall’essere riusciti ad uscire da uno stallo che stava diventando imbarazzante e rischiava di mettere a dura prova, per l’ennesima volta, questa strana (sempre più fragile) alleanza di Governo. L’accordo sulla riforma della prescrizione con annesso blocco dopo la sentenza di primo grado è stato trovato ieri, di prima mattina. E al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, finito nel tritacarne delle polemiche per via di questo progetto, non è parso vero di poter gridare al mondo di aver vinto la sua battaglia con quella Lega che sino all’altro giorno si era ostinata a dire ‘no’ all’ok alla riforma perché riteneva, che così com’era impostata, non avrebbe accorciato la durata dei processi ma l’avrebbe dilatata a dismisura.

E così, preso com’era dall’ardente desiderio di cantare la sua vittoria, Bonafede non s’è reso manco conto di aver creato un incidente diplomatico coi parlamentari e soprattutto di aver svilito ancora una volta il ruolo della politica a vantaggio dei social. Sì perché, nel fare la corsa (persa) con Salvini a chi avesse il dito più veloce sulla tastiera per divulgare l’annuncio dell’accordo, Bonafede s’è messo davanti l’obiettivo e ha fatto una diretta Facebook per esplicitare i termini dell’intesa. Peccato che nei minuti in cui il Guardasigilli mandava avanti il suo show, le Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera fossero riunite a esaminare l’allargamento alla prescrizione del perimetro del ddl anticorruzione. Tradotto: in Commissione hanno perso tempo e il ministro manco si è degnato di informarli prima della diretta. Alla faccia del rispetto istituzionale. Ma tant’è, vi è da capirlo il ministro Bonafede. Per giorni Salvini gli ha fatto la guerra, la Lega gli ha fatto guerra scaraventandogli contro la pesantissima valutazione del ministro, nonché avvocato, Giulia Bongiorno che in diretta Tv ha pure dato lezioni di Diritto al ministro. E ieri è arrivato il via libera. Il mezzo via libera. sì, perché quella di Bonafede e dei grillini è stata in realtà una vittoria di Pirro. O peggio ancora: col tempo potrebbe rivelarsi proprio una sconfitta.

Matteo Salvini, da vecchia volpe della politica quale si è rivelato essere, ha capito infatti che avrebbe dovuto cedere per non compromettere l’alleanza coi Cinque Stelle e passare per quello che non rispetta gli accordi. Ma al tempo stesso ha dovuto trovare una soluzione per non scontentare il suo elettorato, meno giustizialista (quando non si tratta dei migranti) di quello grillino, e al tempo stesso per non mandare alle ortiche i rapporti con Forza Italia, che ha messo un veto sulla revisione della prescrizione. Ed ecco partorita la furbata che Bonafede ha inteso però per un grande successo: la riforma entrerà in vigore ma nel 2020 nell’ambito della più ampia riforma del processo penale di cui però non si conoscono i dettagli. Ma in un anno tutto può accadere. Ed è forse sull’effetto tempo che Salvini vuole giocare.

Di sicuro da questo accordo l’ha spuntata ancora una volta il leader del Carroccio, dettando la sua di agenda e i suoi slogan: prima «i tempi certi del processo» (Salvini punta infatti a intervenire sulla durata delle cause con un’altra tipologia di riforma), poi le battaglie dei pentastellati. Comunque sia secondo Salvini il testo «sarà all’esame del Senato la prossima settimana». In realtà, però, sta agli uffici di via Arenula preparare  il ‘pacchetto’ che riformerà il processo penale che deve poi essere approvato dal Consiglio dei ministri. Solo dopo se ne occuperà il Parlamento, con il  consueto esame di entrambe le Camere. I tempi, quindi, non si annunciano brevi e se la riforma dovesse saltare, anche la prescrizione resterebbe al palo. (Questo è uno degli approfondimenti pubblicati sul numero di oggi, venerdì 9 novembre, del quotidiano digitale di Giustizia News24, il giornale digitale che tutti i giorni – eccetto il lunedì – la redazione confeziona con mirati approfondimenti sui temi di giustizia, politica e cronaca che selezioniamo. Se la nostra informazione ti piace, se vuoi sostenere un progetto libero e indipendente, basta abbonarsi – un mese costa appena 10 euro – accedendo alla sezione ‘Sfoglia il Quotidiano’. E tutte le mattine puoi liberamente consultare la prima pagina del nostro giornale accedendo alla sezione ‘prima pagina’). 

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venerdì, 9 Novembre 2018 - 14:12
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