Sanità, inchiesta su appalti e corruzione: indagati anche Bottino e il generale Scoppa, ex amministratore di Edenlandia

Ospedale
Una corsia d'ospedale
di Manuela Galletta

Ventinove persone fisiche indagate, quattro società sotto inchiesta e cinque ospedali coinvolti. L’inchiesta che il 22 novembre scorso ha scosso la Sanità napoletana per via dei sospetti adombrati sulle procedure di affidamento delle forniture mediche all’Ospedale del Mare e all’Asl Napoli 1 è diventata un bubbone.

Nel ‘libro nero’ del pubblico ministero Valter Brunetti e della Guardia di Finanza c’è finito di tutto. Soprattutto ci sono finiti nomi eccellenti. Il più altisonante è quello di Maurizio Scoppa, generale dell’Arma dei carabinieri (in pensione), che negli anni passati ha collezionato incarichi pubblici importanti: è stato commissario straordinario pro-tempore dell’Asl Napoli 1 (fu nominato dall’allora governatore Stefano Caldoro); è stato amministratore delegato del ‘Tarì’; e, per un anno solo (dal marzo 2016 al gennaio del 2017), è stato amministratore della ‘New Edenlandia’, la società che gestisce il luna park di Napoli dal 2014. Adesso si ritrova sotto accusa per turbativa d’asta in relazione alla procedura di affidamento di fornitura di materiale urologo all’Asl Napoli 1 Centro. I fatti contestati vanno dal 23 dicembre 2011 al 13 febbraio 2012. Proprio quando Scoppa era alla guida dell’Asl.

L’altro nome eccellente che si scorre leggendo l’elenco degli indagati è quello di Francesco Bottino, l’ex direttore generale dell’ospedale di Caserta e poi dell’ospedale del Capoluogo che è stato già indagato irregolarità negli appalti nella Sanità a Caserta (il reato di turbativa d’asta è stato dichiarato prescritto nel marzo del 2017). Bottino risponde di turbativa d’asta in merito alla procedura di affidamento per la fornitura di quattro colonne laparoscopiche occorrenti all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta.

Scoppa e Bottino sono tra le 29 persone destinatarie dell’avviso di conclusione indagine che il pubblico ministero ha confezionato a tempo di record, atto che annuncia l’intenzione del magistrato di chiedere il rinvio a giudizio. Ben 22 sono le procedure di forniture mediche ritenute irregolari dalla procura. Procedure che coinvolgono non solo il ‘Sant’Anna e San Sebastiano’ e l’Asl Napoli 1 Centro ma anche altri ospedali cittadini di Napoli, quali l’Ospedale del Mare, il Loreto Mare, l’Ascalesi, il San Paolo e il San Giovanni Bosco. Tutti scenari nei quali si innestano le due figure principali di questa inchiesta….(l’articolo prosegue nell’edizione di oggi, giovedì 29 novembre, del quotidiano digitale che si legge da pc, tablet e cellulare. Il quotidiano digitale è disponibile solo su abbonamento. Per abbonarsi basta accedere alla sezione ‘Sfoglia il Quotidiano’ o contattare la redazione all’indirizzo mail: redazione@giustizianews24.it)

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giovedì, 29 novembre 2018 - 08:00
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