‘Ddl anticorruzione’, via libera del Senato: il testo sarà presto legge, cancellato il contestato ‘comma Vitiello’ | Le novità

Alfonso Bonafede
Alfonso Bonafede, il ministro della Giustizia

Alfonso Bonafede applaude. Luigi Di Maio anche. Grazie al voto di fiducia che il Governo aveva posto per annientare i ‘franchi tiratori’ che alla Camera avevano fatto andare sotto la maggioranza sul contestato ‘comma Vitiello’, il ‘ddl anticorruzione’ supera indenne lo scoglio dell’approvazione al Senato. di più: passa ovviamente anche la modifica a quel ‘comma Vitiello’ che ammorbidiva le pene per il reato di peculato e che ha rischiato di spaccare l’alleanza, sempre fragile, tra il Carroccio e i grillini. Il via libera è arrivato con 162 sì, 119 no e un astenuto (il senatore Mario Monti). Il voti contrario è giunto da Partito Democratico, Forza Italia, LeU e Fratelli d’Italia. Il ‘ddl anticorruzione’ ritorna adesso alla Camera per l’approvazione finale.

Esulta il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede: «Oggi abbiamo compiuto un passo avanti molto importante, ora manca soltanto un’altra approvazione alla Camera, che dovrebbe avvenire la prossima settimana. Ci teniamo molto a questo provvedimento, la maggioranza si e’ impegnata a farlo approvare prima di Natale ed e’ un messaggio importante per i cittadini onesti di questo paese. C’è uno Stato e c’è un Governo che stanno dalla parte dei cittadini onesti di questo paese e c’e’ una lotta senza tregua alla corruzione».

Tante, tantissime le novità, che andranno ad incidere sulla Giustizia. Le schematizziamo per rendere più semplice la lettura.

Daspo a vita per corrotti e corruttori
Il ddl modifica l’articolo 317-bis del codice penale, integrando il catalogo dei reati alla cui condanna consegue la pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Agli attuali reati di peculato, concussione, corruzione propria e corruzione in atti giudiziari sono aggiunti: la corruzione impropria, la corruzione propria aggravata, l’induzione indebita a dare o promettere utilità, la corruzione di persona incaricata di pubblico servizio, la corruzione attiva; l’istigazione alla corruzione; i reati di corruzione nelle sue diverse forme commessi da membri della Corte penale internazionale, da organi e funzionari dell’Unione europea o di Stati esteri, il traffico di influenze illecite. Inoltre le condanne per i reati di peculato, corruzione in atti giudiziari e traffico di influenze illecite commessi in danno o a vantaggio di un’attività imprenditoriale comportano l’incapacità di contrattare a vita con la pubblica amministrazione (per quanto riguarda gli imprenditori) e interdizione perpetua dai pubblici uffici per i pubblici ufficiali.

No a pene alternative per i corrotti
Non saranno possibili l’assegnazione al lavoro all’esterno, i permessi premio e le misure alternative alla detenzione per i condannati per reati contro la pubblica amministrazione come il peculato, la concussione, la corruzione.

Corruzione, chi ha commesso il reato 

ma denuncia non sarà punibile

Il ddl introduce un nuovo articolo del codice penale, il 323-ter, che stabilisce non sia punibile chi ha commesso i reati di corruzione se li denuncia volontariamente; se fornisce indicazioni utili e concrete per assicurare la prova del reato e per individuare gli altri responsabili. Per l’applicazione della causa di non punibilità occorre però anche che l’interessato sveli la commissione del fatto prima che il suo nome sia iscritto sul registro degli indagati, e, comunque, entro 4 mesi dalla commissione del fatto. Da questa norma è stato escluso il reato di traffico di influenze illecite, dopo un accordo raggiunto con le opposizioni che temevano ripercussioni sui sindaci e gli amministratori locali, che sarebbero potuti essere oggetto di ‘delazioni’.

‘Salva sindaci’
E’ stato escluso l’abuso d’ufficio aggravato dall’elenco dei reati per i quali si prevede l’incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione. L’emendamento era di Forza Italia ed è stato approvato da tutti i gruppi in commissione.

Riabilitazione più breve:

Si accorciano i tempi per i corrotti per poter ottenere la riabilitazione. Si passa da 12 a 7 anni. Tuttavia, la riabilitazione non ha effetto sulle pene accessorie perpetue. La dichiarazione di estinzione della pena accessoria perpetua avviene quando sia decorso un termine di almeno sette anni e il condannato abbia dato prove effettive e costanti di buona condotta.

Prescrizione, stop dopo la sentenza di primo grado
Il corso della prescrizione viene sospeso dalla data di pronuncia della sentenza di primo grado (sia di condanna che di assoluzione). La norma entra in vigore il primo gennaio 2020.

Agente sotto copertura anche
per reati di pubblica amministrazione
La disciplina delle operazioni di polizia sotto copertura viene estesa al contrasto di alcuni reati contro la pubblica amministrazione come la corruzione. Dunque viene esclusa la punibilità per gli ufficiali di polizia giudiziaria che, al solo fine di acquisire elementi di prova, abbiano condotte che costituirebbero reato. Durante l’esame in Aula a Montecitorio, però, è stato raggiunto un accordo per escludere dalle cause di impunibilità l’agente che ha agito in difformità dell’autorizzazione o in violazione di norme di legge.

Trasparenza, online le donazioni
ai partiti sopra i 500 euro
Sarà obbligatorio rendere pubblici sul sito internet del partito o del movimento politico i dati di chi eroga contributi superiori nell’anno a 500 euro a partiti o movimenti politici nonché alle liste di candidati alla carica di sindaco partecipanti alle elezioni amministrative nei comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti. Saranno esenti dalle nuove disposizioni «le attività a contenuto non commerciale, professionale o di lavoro autonomo di sostegno volontario all’organizzazione e alle iniziative del partito o movimento politico, fermo restando per tutte le elargizioni l’obbligo di rilasciare la ricevuta la cui matrice va conservata».

Trasparenza anche per le fondazioni
Gli obblighi sulla pubblicità dei contributi, sulla rendicontazione e la trasparenza varranno anche per «fondazioni, associazioni e comitati collegati a un partito o movimento politico» che nell’articolo 15 del ddl vengono equiparate a partiti e movimenti politici. Bocciati gli emendamenti dell’opposizione che intendevano estendere gli obblighi sulla trasparenza anche alle società di servizi e alle persone giuridiche con lo scopo di comprendere l’associazione Rousseau di Davide Casaleggio che, è l’accusa dell’opposizione, sarebbe esentata dalle norme approvate.

Online curriculum e certificato penale
dei candidati alle elezioni
Entro il 14esimo giorno antecedente la data delle elezioni partiti e movimenti dovranno pubblicare nel proprio sito internet il curriculum fornito dai loro candidati e il relativo certificato penale rilasciato dal casellario giudiziario non oltre 90 giorni prima delle elezioni. Queste informazioni entro sette giorni dal voto saranno pubblicate anche in un’apposita sezione denominata ‘Elezioni trasparenti’ del sito internet dell’ente cui si riferisce la consultazione elettorale o sul sito del Viminale. Le imposte di bollo dovute per il rilascio del certificato penale sono ridotte della metà.

Finanziamenti ai partiti,
le ‘Coop’ escluse dalle donazioni
Le cooperative sociali non potranno finanziare i partiti. Con l’approvazione di un emendamento di Fratelli d’Italia, cui maggioranza e governo hanno dato parere favorevole, viene modificata la legge 2 maggio 1974, n. 195 sul contributo dello Stato al finanziamento dei partiti politici introducendo il divieto di finanziamenti o contributi, sotto qualsiasi forma e in qualsiasi modo erogati da parte delle cooperative sociali a favore di partiti o loro articolazioni politico-organizzative e di gruppi parlamentari.

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giovedì, 13 dicembre 2018 - 16:08
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