Megalizzi, forse oggi il rientro della salma Mattarella: «Paesi uniti nel contrasto al terrorismo, garantire diritti umani»

Antonio Megalizzi, il 28enne rimasto ucciso nell'attentato a Strasburgo

Dovrebbe rientrare oggi la salma di Antonio Megalizzi. Il giornalista morto nell’attacco ai mercatini di Natale a Strasburgo (Francia), potrebbe tornare in Italia già in giornata (appena il procuratore di Parigi darà il suo benestare) con un volo di Stato diretto a Ciampino, e dopo una breve sosta nella Capitale, partirà per la volta di Trento. Qui sarà allestita la camera ardente nella chiesa parocchiale di Cristo Re. A darne notizia la diocesi di Trento. L’arcivescovo Lauro Tisi ha annunciato di voler accogliere personalmente la salma di Antonio, accanto ai famigliari e al parroco don Mauro Leonardelli.

La chiesa resterà aperta per consentire a tutti di rendere omaggio alla giovane vittima dell’attacco terroristico. In attesa dei funerali che si dovrebbero tenere giovedì, la comunità parrocchiale di Cristo Re a Trento, dove il giovane viveva, proseguirà nella preghiera quotidiana del rosario alle ore 17.30, fino al giorno dell’estremo saluto. «Antonio era cresciuto nella comunità di Cristo Re, accompagnando spesso la mamma Annamaria, catechista e ministro straordinario della Comunione, e la sorella Federica, impegnata ad animare il coro nella messa del sabato sera» sottolinea l’arcidiocesi di Trento.

Il presidente Mattarella: «Paesi siano uniti nel contrasto al terrorismo. Bisogna garantire i diritti umani»
«Non si può efficacemente combattere la subdola pervasività del crimine transnazionale o del terrorismo senza una fitta rete di contrasto che veda uniti i Paesi di tutti i continenti. Questo grave pericolo continua a manifestarsi, da ultimo con l’uccisione a Strasburgo di cinque persone e, tra esse, anche del nostro giovane connazionale Antonio Megalizzi». Lo ha detto ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Non si può garantire sicurezza alle popolazioni se non se ne rispettano i diritti umani: per essere più sicuro il mondo ha bisogno di equità e di libertà – ha proseguito il capo dello Stato -. Non si può guidare il progresso tecnologico – e il suo impatto sempre più evidente sulla società e sui diritti di ciascuno – senza regole che si sforzino di comprendere l’intero pianeta. Si tratta di temi che stanno portando a cambiamenti di eccezionale portata all’interno delle nostre società, ma anche nella vita di relazione internazionale».

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martedì, 18 dicembre 2018 - 08:30
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