Ordine avvocati, il caso Napoli:
due penalisti (ineleggibili) si ritirano,
il Consiglio deciderà se rinviare il voto


Il ‘caso Napoli’ si risolverà tra poche ore. Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati uscente si riunirà per decidere se rinviare le elezioni – in programma tra poco più di una settimana – o se far votare comunque gli iscritti, previa risoluzione del ‘nodo’, non ancora sciolto, degli incandidabili.
Dei sette avvocati che risultano non eleggibili (come sostenuto dalla Corte di Cassazione a sezioni unite e come ribadito dal decreto ministeriale d’urgenza dell’11 gennaio) soltanto due hanno deciso di ritirare la candidatura: Pino Vitiello e Arturo Frojo, penalisti di lungo corso entrambi, sono fuori dalla competizione. Tutti gli altri restano ancora al loro posto: a cominciare dal presidente uscente Maurizio Bianco, che continua a sostenere di avere i requisiti per candidarsi mettendo in discussione sia la Cassazione che il decreto ministeriale. Ma ineleggibili risultano essere, in base alle ultime disposizioni, anche gli avvocati Salvatore Impradice, Roberto Fiore, Armando Rossi e Vincenzo Pecorella. Domani si saprà qualcosa in più sul loro ‘destino’ e sul destino intero del Consiglio dell’Ordine forense di Napoli.

Nulla è scontato, la platea è divisa: c’è chi vorrebbe andare al voto senza gli ineleggibili, perché i candidati per comporre il futuro Consiglio ci sono eccome. Il tempo massimo per depositare la propria candidatura è scaduto lunedì mattina: poco più di un centinaio gli avvocati che aspirano a guidare il Coa; di questi circa 80 fanno capo a delle ‘liste’ (tecnicamente il termine più appropriato è quello di ‘aggregazioni’), mentre un’altra ventina di avvocati ha presentato una candidatura indipendente. Laddove per «indipendente» sta per «protesta».
Un’altra fetta di avvocati spinge invece per il rinvio delle elezioni. Il ‘Sindacato forense di Napoli’ è una di quelle aggregazioni che non ha ineleggibili al suo interno e dunque ha tutto l’interesse ad andare al voto. Eppure è proprio questa lista a propendere per uno ‘stop’. Spiega l’avvocato Antonio Valentino (consigliere uscente e rappresentante della lista ‘Il Sindacato forense di Napoli’): «Il decreto ministeriale non è ancora stato convertito nei termini di legge. Potrebbe accadere di tutto entro l’arco di tempo necessario alla conversione. E se il decreto non venisse convertito? Il rischio sarebbe di aver tenuto elezioni che gli esclusi facilmente potrebbero impugnare presentando ricorso. Col rischio concreto, per giunta, di vedere disperdere somme e risorse, patrimonio degli iscritti, impiegate per l’organizzazione della macchina elettorale (circa 50.000,00) E’ per questa ragione che noi siamo per il rinvio del voto. Vogliamo che la situazione si cristallizzi e che non esistano più condizioni per poter impugnare l’esito delle elezioni».

E, allora, per scongiurare scenari di ricorsi giudiziari e di aspri conflitti, nella discussione che tra poche ore si terrà al Consiglio dell’Ordine l’avvocato Valentino propenderà per un differimento delle elezioni. Posizioni, del resto, condivisa da tutti i candidati della sua lista (Federica Mariottino, Alessandro Numis, Arianna Mocerino, Gianni Scarpato, Franco Capasso, Manuele Esposito, Vincenzo Emilio, Alessandra Pappaterra e Salvatore Varriale). «In attesa della conversione in Legge del Decreto – conclude Valentino – auspichiamo che vi sia una seria presa di coscienza da parte dei candidati che, in condizione di incandidabilità o ( in virtù della sollevata questione morale) quali rappresentanti delle istituzioni forensi locali o nazionali da più di venti anni, volontariamente e responsabilmente potrebbero ritirare la propria candidatura, dimostrando così di anteporre il bene dell’Avvocatura alle proprie aspirazioni personali».

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lunedì, 14 gennaio 2019 - 23:49
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