Giustizia, De Magistris: «La camorra da salotto è quella che fa più paura. A Napoli la città ha scelto di stare contro i clan»

di Federico Felici

Condivide appieno la denuncia fatta dal procuratore generale della Corte d’Appello di Napoli Luigi Riello sulla pericolosità della «borghesia camorristica» e guarda con fiducia alla sua città che ha dimostrato «una complessiva maturità della stragrande maggioranza delle persone nell’avvertire i camorristi non più solo come nemici delle vittime ma come nemici della città». Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, interviene così, con un commento rilasciato alla stampa, a margine della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario svoltosi al Maschio Angioino (ascolta anche le dichiarazioni in video).

I numeri diffusi dalla Questura di Napoli su una complessiva riduzione dei reati sia in città che in provincia (inclusi gli omicidi legati alla criminalità organizzata) «sono un segnale incoraggiante», dice. «Nella lotta al crimine organizzato serve tutto. Tutti stanno facendo qualcosa di importante e utile: da quelli che fanno le fiaccolate, al sindaco, alle forze dell’ordine, agli enti di prossimita’, alla magistratura, alla cosiddetta società civile. Ma è assolutamente necessaria la ribellione civica, le denunce», aggiunge il sindaco. «Io credo che la città abbia scelto, il che non significa che abbia vinto – prosegue il primo cittadino – Ci sta ancora un controllo del territorio del crimine che può diventare può asfissianti. Ci sono segnali che preoccupano. Ma c’è una complessiva maturità della stragrande maggioranza delle persone nell’avvertire i camorristi non più solo come nemici delle vittime ma come nemici della città».

Poi il sindaco commenta l’analisi del procuratore generale Riello sull’esistenza di una «borghesia camorristica» che rende più forte le cosche. «Condivido in pieno. Quando ero magistrato e parlavo di borghesia mafiosa, ho avuto anche anche risposte un po’ piccate. Quella che fa più paura per le radici della democrazia è la camorra da salotto, la camorra che investe, la camorra che si fa politica, la politica che tante volte si fa organo di controllo», osserva. Poi dà una stoccata ai suoi ex colleghi, alla magistratura tutta. «Quello che mi inquieta è l’aumento numeroso di casi di collusione e opacità all’interno della magistratura – conclude – Vuol dire che c’è un fallimento reiterato negli anni all’interno degli organi di controllo. Io mi auguro che l’attuale consiglio sappia invertire la rotta altrimenti passa anche un po’ l’idea che non si ha fiducia negli organi dello stato».

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sabato, 26 gennaio 2019 - 19:22
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