Sanremo e le accuse alla giuria d’onore L’arrangiatore Pagani spiega com’è andata e dice a Ultimo: «Deve imparare a perdere»

di Renato Esposito

«Perdere non piace a nessuno, e dietro a Sanremo ci sono tanto lavoro e tante aspettative, e le delusioni sono cocenti, bruciano», ma da qui a gridare al complotto e a sminuire il lavoro e la preparazione della giuria d’onore ce ne passa. Piuttosto si «impari a perdere». Mauro Pagani, che alle spalle ha cinquant’anni di lavoro come polistrumentista, produttore e arrangiatore e che ha presieduto la tanto contestata giuria d’onore, non ci sta alle accuse e alle polemiche che impazzano da 24 ore sull’esito del Festival. Non ci sta all’accusa di aver condotto, insieme alla Sala Stampa dei giornalisti, alla vittoria del Festival Mahmood (ribaltando il voto popolare che voleva Ultimo sul gradino più alto del podio) solo per fare un dispetto politico a Salvini, una tesi complottista che ha scatenato i peggiori insulti razzisti ai danni di Mahmood. «E’ un periodo nel quale pare che qualunque parere che non sia il parere popolare tout court è visto con sospetto. E c’è la tendenza, secondo me non bellissima, secondo cui proprio il parere popolare deve vincere su tutto», ha commentato Pagani a Circo Massimo, su Radio Capital.

Pagani: «Vi spiego perché abbiamo premiato ‘Soldi’»
«In qualunque forma d’arte, soprattutto per le novità, il parere degli esperti è fondamentale per lo sviluppo della storia di quell’arte stessa. Pensate a cosa sarebbe stato, nella storia della pittura, senza le segnalazioni dei critici. Il parere di uno che dice provate ad ascoltare questo o quello è fondamentale», osserva. E poi difende la qualità della giuria d’onore, che è stata fortemente messa in discussione. C’era «un tasso di competenza più alto di quello sospettabile», dice, aggiungendo che «I pezzi ci erano stati mandati, la scelta di ognuno di noi è stata consigliata da un ascolto ponderato e ripetitivo di ognuna delle canzoni». Quindi Pagani spiega il perché Mahmood e la sua canzone ‘Soldi’ siano stati premiati, però parte da una premessa: ossia che la gara non è tra artisti ma tra le canzoni: «E’ il festival della canzone, non dei cantanti. Sono i brani ad essere in gara. L’interpretazione conta ai fini dell’esposizione del brano, però chi sosteneva la Berte’, ad esempio, parlava della canzone o della Berte’? Il confronto dovrebbe essere fra ‘Soldi’ e ‘Cosa ti aspetti da me’». Chiarito questo aspetto, Pagani analizza la valutazione fatta su ‘Soldi’: «Da subito, non c’è stato dubbio né tentennamento nel dare la vittoria a Mahmood. Per noi, e per me personalmente, ‘Soldi’ e’ la canzone più moderna, meglio realizzata e più interessante del festival. E’ stata premiata la modernità ma anche la qualità. Io faccio l’arrangiatore, e quello di ‘Soldi’ è di gran lunga l’arrangiamento più moderno e interessante. Pur avendo grande stima di Gaetano Curreri e di un certo tipo di rock, ho trovato molto più coinvolgente il pezzo di Mahmood che quello di Loredana (che in segno di protesta non ha partecipato ieri a Domenica In, ndr)». Per sostenere la bontà della sua valutazione, e di quella della giuria d’onore, Pagani sottolinea anche la canzone ‘Soldi’ è quella più trasmessa dalle radio. «Il pezzo di Mahmood è il più ascoltato per distacco nell’airplay. Negli ultimi anni si è detto che bisogna uscire dalla gabbia dei pezzi sanremesi e che bisogna ringiovanire, e questo mi sembra un caso di felice combinazione delle due cose».

Il messaggio paterno a Ultimo: «Nella vita bisogna anche imparare a perdere» 
Quindi Pagani chiude la sua intervista con una reprimenda rivolta a Ultimo, il giovanissimo cantante romano (ha 23 anni) che ha preso malissimo l’essere arrivato secondo a causa del voto di giuria d’onore e Sala Stampa che hanno di fatto ribaltato quel 46% di preferenze espresso a suo favore dal voto da casa. «Il meccanismo di voto è spiegato nel regolamento. L’anno scorso Ultimo è arrivato primo (nella categoria Nuove Proposte, ndr) con lo stesso regolamento. Se va bene quando si vince, va bene anche quando si perde. Lui è giovane, e nella vita bisogna anche imparare a perdere. Altrimenti non si concorre, si fanno altre cose, ed è una scelta rispettabile». Una lezione di vita, quella Pagani. Chissà se Ultimo – che ha duramente polemizzato con i giornali a margine della conferenza stampa seguita alla finale di Sanremo – ne trarrà qualche insegnamento. Ieri ha dato il benservito a Domenica In, prima ancora ha disertato il Dopofestival. Poi ha declinato l’invito a partecipare alla trasmissione radiofonica di Fiorello ‘Il Rosario della Sra’, ma è di qualche ora fa la notizia che ha cambiato idea. «Amico arrivo», ha scritto su Twitter il cantante di San Basilio. Chissà se a fargli cambiare idea è stato l’affettuoso messaggio che Fiorello gli ha rivolto alla notizia del suo rifiuto: «Niccolò stai commettendo degli errori nonostante credo che tu abbia ragione, ma dalla ragione al torto ci vuole un attimo».

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lunedì, 11 febbraio 2019 - 17:51
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