Napoli, accusato di aver dirottato pazienti dal Cardarelli alla clinica Villa del Sole: chiesti 8 anni per il primario Iannelli

di Laura Nazzari

Secondo l’accusa funzionava così: Paolo Iannelli, stimato primario d’ortopedia dell’ospedale Cardarelli, invitava i pazienti che si recavano al nosocomio per essere operati a lasciare la struttura e a recarsi presso la clinica privata Villa del Sole, perché – spiegava ai pazienti – al Cardarelli c’erano lunghe liste di attesa ed era impossibile essere operati in tempi accettabili. A Villa del Sole, invece, si poteva intervenire tempestivamente e per di più poteva essere proprio lui ad operare perché la struttura era convenzionata col nosocomio in regime di intramoenia. Secondo l’accusa, accadeva che i pazienti dirottati presso la clinica non sarebbero stati neppure operati materialmente da Iannelli, ma da altri professionisti, benché poi il primario avesse garantito che sarebbe stato lui l’autore degli interventi. Come se non bastasse, agli atti sono finite testimonianze di pazienti che hanno dichiarato di aver pagato in contanti senza ricevere fattura.

A distanza di sette anni dagli arresti eseguiti dai carabinieri (Iannelli finì in carcere, ora è libero), il pubblico ministero Henry John Woodcock (titolare dell’inchiesta assieme alla collega Celeste Carrano) ha tirato le somme del processo (in corso dinanzi ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Napoli, presidente Occhiofino) e ha chiesto la condanna di Iannelli a ben 8 anni di reclusione. La severa richiesta di pena, avanzata nella giornata di ieri (martedì 12 febbraio), riguarda 91 falsi, 19 concussioni e due truffe. Proposta, invece, l’assoluzione (con la formula perché il fatto non sussiste) per Mario Chiantera e Massimiliano Mandato. Mandato, accusato di peculato e falso, era stato già destinatario – in sede di indagini – di una richiesta di archiviazione da parte dei pm, ma il gip aveva disposto l’imputazione coatta: il dibattimento e l’esame delle prove non ha fatto cambiare idea ai magistrati. Il non luogo a procedere per intervenuta prescrizione è stato infine sollecitato per Marco Von Arx, ex amministratore di Villa del Sole: è imputato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Domani prenderanno la parola le parti civili.

L’inchiesta poggia su centinaia di intercettazioni ma anche sulla testimonianza dei pazienti dirottati presso Villa del Sole. Le storie scoperte dalle forze dell’ordine sono numerose: c’è chi ha pagato 2mila euro per un’ingessatura al braccio senza vedersi rilasciare una fattura, chi ha ottenuto ricevute con importi minori rispetto a quelli liquidati per l’operazione subita e chi si è visto ‘costretto’ ad accettare le cure presso la clinica “Casa del Sole” perché versava in condizioni di sostanziale abbandono presso l’ospedale dove si era recato per ricevere le cure del caso. Antonietta S., che all’epoca dei fatti aveva 78 anni, venne ricoverata al Cardarelli per una frattura scomposta del femore: fu abbandonata su un letto senza prospettiva di essere operata, non le era stata praticata alcuna assistenza e non le era neppure stata messa in trazione la gamba. Paolo Iannelli le disse che “non poteva fare nulla” per migliorare la sua situazione al nosocomio, le disse che c’era una lunga lista d’attesa e che mancavano infermieri e anestesisti. Le spiegò però che avrebbe potuto operarla anche il giorno dopo alla Villa Del Sole per 4mila euro. La donna accettò e chiese al fratello i soldi per poter pagare l’intervento: pagò con assegni in bianco e non ricevette alcuna fattura.

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mercoledì, 13 febbraio 2019 - 12:41
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