Camera, il Pd lancia fogli contro Fico Bagarre in Aula, D’Ambrosio (5S) accende la miccia mimando il gesto delle manette


Ancora uno spettacolo indecoroso. Ancora uno spettacolo indecoroso che vede protagonisti esponenti del Partito democratico, ormai in crisi anche in fatto di stile istituzionale. Dopo l’increscioso episodio del 28 dicembre che vide il deputato Emanuele Fiano lanciare alcuni atti della Finanziaria contro il banco dei ministri con conseguenti urla e sospensione dei lavori, poche ore fa alla Camera si è consumato un analogo tiro al bersaglio. L’Aula si è trasformata in un ring durante l’esame della legge costituzionale sul referendum propositivo.

Il deputato del Movimento Cinque Stelle Giuseppe D’Ambrosio mima il gesto delle manette verso il deputato del Pd Gennaro Migliore. A quel punto il Pd, prima con Enrico Borghi, poi con Emanuele Fiano, chiede di espellere il deputato pentastellato minacciando, in caso contrario, di abbandonare l’aula. «E’ stato fatto un richiamo formale, in questo momento oltre non vado, poi vedremo con il collegio dei questori», risponde Fico. Ma il Pd continua a protestare: alcuni esponenti del Pd cominciano ad abbandonare gli scranni, Fico a questo punto domanda «Mi state salutando?» (mimando a propria volta il gesto con la mano arrivato dai banchi Pd), mentre Fiano insiste sull’epulsione ricordando la sorte toccata a a lui nella precedente legislatura dall’allora vicepresidente della Camera Luigi Di Maio.

Il presidente della Camera a questo punto si sbilancia dicendo agli esponenti del Pd «avete ragione, avete ragione», invitando però gli esponenti del Partito democratico ad abbassare i toni. «Deputato Fiano ha ragione, però con calma», dice. E’ a questo punto che la telecamera puntata su Fico riprende l’immagine di piccoli plichi di carta lanciati in faccia a Fichi, che ‘para’ uno dei fogli e si alza arrabbiato. E dice: «Questo però non funziona». Poi la seduta viene sospesa per cinque minuti. Alla ripresa Fico si scusa con i deputati Pd, riaggiornando la seduta al 19 febbraio: «Mi sono lasciato andare, chiedo scusa al Pd senza alcun problema, è stata una mia colpa, un mio errore. Quando questa presidenza sbaglia chiede scusa».

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giovedì, 14 febbraio 2019 - 16:30
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