Palermo, i penalisti tornano a votare: urne aperte ad aprile, due liste in campo L’ultima gestione finita tra le polemiche


Il clima è rovente, le tensioni che lo scorso gennaio hanno spinto cinque componenti del Direttivo a rassegnare le dimissioni sono ancora palpabili. Sarà una campagna elettorale infuocata quella che attende i penalisti di Palermo. Il 5 aprile si torna alle urne per eleggere la nuova Camera penale che resterà in carica per due anni.

Due le liste in campo, trainate dai candidati presidenti Fabio Ferrara e Gioacchino Sbacchi. La lista di Ferrara si pone nel solco della continuità con l’era – finita tra le polemiche – di Vincenzo Zummo, il cui nome figura tra i componenti del collegio dei Probiviri. Andiamo con ordine: nella lista di Ferrara sono candidati Fabio M. Bognanni (vicepresidente), Luigi Sanniu (segretario), Maria Rita Limata (tesoriere), Vincenzo Favata, Giorgio Bisagna , Giovanni Di Trapani, Ferdinando Di Franco e Luigi Miceli. Per il collegio dei Probiviri ci sono i nomi di Antonino Rubino, Roberto Fabio Tricoli e Vincenzo Zummo.

La lista che si pone invece come rottura alla precedente gestione è guidata da Gioacchino Sbacchi, che schiera in squadra Salvino Pantuso (vice presidente), Giuseppe Farina (segretario), Claudio Gallina Montana (tesoriere), Cinzia Calafiore, Paolo De Simone Policarpo; Barbara Giampino, Marcello Montalbano e Rosario Vento. Pantuso e Giampino hanno fatto parte dell’ultimo Direttivo, dal quale si sono dimessi a gennaio in polemica con la gestione del presidente Zummo.

A far esplodere tensioni già esistenti all’interno dell’ultima Camera penale fu la scelta di Zummo di utilizzare la pagina Facebook della Camera penale nonché il canale ufficiale delle mail per sponsorizzare – in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo – alcuni dei penalisti che erano in corsa. Ne nacque un’accesa discussione che spinse cinque componenti del Direttivo (composto in tutto da 9 penalisti) a ritenere la misura colma: il 19 gennaio si dimisero il vicepresidente Salvino Pantuso, il segretario Barbara Giampino, e i tre consiglieri del Direttivo Angelo Formuso, Dario Gallo e Antonello D’Acquisto. Fu l’atto più eclatante di una ‘guerra interna’ che era in atto da mesi. Una fetta di penalisti – tra i quali D’Acquisto e Formuso – contestavano a Zummo «un’assenza totale di collegialità derivante dalle mancate convocazioni dei Direttivi, oltre i pochi effettuati soltanto per avallare scelte e programmi già stabiliti altrove, con consequenziale carenza di dialettica democratica, trasparenza politica e gestionale»; «laceranti ed irreparabili divisioni, instillate con autocrazia e frutto di una gestione personalistica ed accentratrice, anche indotta dall’esterno, evidenzianti una sostanziale carenza di autonomia decisionale ed una limitata inclinazione alla democrazia dialettica». Tra le contestazioni anche la scelta di sopprimere il sito istituzionale della Camera penale di Palermo (che risulta tutt’ora sospeso) a vantaggio di una comunicazione su canali social gestita in maniera non collegiale.

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giovedì, 14 febbraio 2019 - 15:53
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