Castellammare, Fi e Lega implodono: Cimmino al centro della tempesta

Il sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino
di Daniele Di Martino

Sette mesi di amministrazione e la linea sottile degli equilibri inizia a vacillare. Per il momento il sindaco Cimmino non sembra essere in discussione, ma è chiaro che le lacerazioni interne ai partiti della maggioranza rischia di minare la tenuta del centrodestra in consiglio comunale. I due punti deboli del primo cittadino si chiamano Forza Italia e Lega, il suo partito e quello con cui dialoga meglio a livello regionale.

Forza Italia
nella bufera
Il primo segnale di insofferenza è stato il forfait di tutti i consiglieri comunali forzisti a un’iniziativa dei «gillet» azzurri, voluta da Armando Cesaro e Antonio Pentangelo. E’ stato il primo di una lunga serie di atti di forza ma si annunciano anche colpi di scena. In realtà è ormai nota una scollatura totale tra il partito e i consiglieri comunali, tanto che qualcuno sta cercando di trasmigrare nella Lega. E’ il caso di Antonio Cimmino, l’unico veterano forzista che si è incontrato con Cantalamessa in compagnia di Alfonso Schettino, ormai considerato il coordinatore in pectore della Lega di Castellammare. Quindi Cimmino potrebbe passare col Carroccio, mentre gli altri tre consiglieri restano sulle posizioni critiche nei confronti del partito di Berlusconi. A questo punto, ben presto, potrebbero chiedere le dimissioni di Antonio Sicignano, commissario di Forza Italia voluto da Pentangelo per coordinare la campagna elettorale. In realtà Sicignano si era già dimesso all’indomani delle elezioni, richiesta respinta proprio da Antonio Pentangelo. In tutto questo il sindaco non sa da che parte stare e assume la più classica delle posizioni «neutre», pur facendo sottoscrivere le tessere di Forza Italia nel tentativo di apparire l’uomo più forte in termini di iscrizioni. Non è un caso, perché la promessa dei vertici regionali e provinciali è quella di un ruolo molto più prestigioso per Gaetano Cimmino. Il sindaco sarebbe proiettato verso una nomina di livello sovracomunale e non è detto che il lancio di Franco Cascone alle prossime regionali non possa liberare un posto nel cerchio magico di Cesaro. Per Cimmino ci sarebbe addirittura l’ipotesi della segreteria provinciale.

Lega slegata
Se Atene piange, Sparta non ride. C’è il rischio di vedere una Lega a due marce a Castellammare: una di maggioranza e un’altra di opposizione. Si verso un muro contro muro tra l’attuale coordinamento e quello che Cantalamessa sta per mettere in piedi. Attualmente il consigliere del Carroccio, Giulio Morlino, è un fedelissimo del sindaco. Ma si vocifera l’arrivo di almeno altri due consiglieri: Antonio Cimmino, sempre di maggioranza, e Tina Donnarumma, eletta all’opposizione e proveniente dal centrosinistra. Difficilmente il centrodestra accetterà l’entrata della Donnarumma. Oltre al fatto che il coordinatore cittadino in pectore Alfonso Schettino, ex dirigente comunale e ora indagato dalla procura di Torre Annunziata, non è visto di buon occhio dal resto della maggioranza. A me che non ci sia lo zampino del sindaco Cimmino nel voler allargare i propri consensi in consiglio comunale.

Il rimpasto in vista
In tutto questo scenario ritorna prepotente la grana rimpasto. A breve sarà nominato un nuovo componente dell’Oiv, perché Loredana Lattene si è dimessa proprio per andare a svolgere le funzioni segretario generale dell’ente. Si libera subito un posto e la maggioranza si fionda sulla poltrona. Ci sono tanti pretendenti per indicare il nome del professionista che andrà a completare il nucleo di valutazione: Forza Italia spinge, Udc-Rivoluzione Cristiana è pronta fare la guerra per accaparrarsi la posizione, la Lega sostiene che non ha ancora avuto visibilità e vorrebbe occupare la casella. Così si ritorna a parlare di rimpasto, perché difficilmente si potrà accontentare solo un partito e scontentarne gli altri. Gli equilibri sono già troppo sottili. Il sindaco è già in difficoltà.

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domenica, 17 Febbraio 2019 - 12:31
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