Il flop in Sardegna e il caso Giulia Sarti
Le grane a Cinque Stelle e i nuovi guai per Di Maio, aveva garantito per la Sarti

Il deputato Giulia Sarti del Movimento Cinque Stelle

Dopo il sonoro schiaffo arrivato in Sardegna, dove le elezioni Regionali hanno precipitato il Movimento Cinque Stelle sotto la soglia del 12%, i grillini si ritrovano a gestire una nuova grana. Giulia Sarti si è autosospesa dal Movimento e ha rimesso l’incarico di presidente della Commissione Giustizia della Camera a causa delle novità scaturite da un procedimento agganciato allo scandalo ‘rimborsi’ che l’ha vista tra i protagonisti. Una scelta obbligata, forse per tirare via dall’imbarazzo Luigi Di Maio (che ha già i suoi problemi di leadership), che per lei aveva garantito ottenendone, tra i mugugni, la nomina a presidente della Commissione Giustizia e, prima ancora, consentendole di rientrare nel Movimento e di candidarsi alle Politiche nonostante quell’indagine a suo carico per i ‘rimborsi’. 

Nel 2017 Giulia Sarti finì al centro dello scandalo dei rimborsi al fondo per le piccole e medie imprese, ma denunciò l’ex compagno, collaboratore parlamentare, per la mancata restituzione della diaria (l’uomo è stato nel frattempo indagato dalla procura per appropriazione indebita) e ha poi ha reso i 23mila euro che mancavano all’appello. La novità è che, nella giornata di ieri, la procura di Rimini ha chiesto l’archiviazione per l’ex fidanzato della Sarti, accusato dalla donna di aver messo le mani su quei 23mila euro destinati al fondo del microcredito: per i pm Ercolano il deputato non è stato derubato. Agli atti inoltre risulta una chat tra la Sarti e l’ex fidanzato nella quale la Sarti gli annunciava la querela per togliersi dall’imbarazzo delle restituzioni ‘fantasma’. Se, dunque, per la procura l’ex fidanzato non ha agito alle spalle della Sarti, va da sé che il deputato ha avuto una condotta ‘infedele’ rispetto al Movimento, ma soprattutto ha accusato ingiustamente l’ex fidanzato. Una situazione imbarazzante per il Movimento che si è fatto largo al grido di ‘onestà, onestà’. Di qui la scelta obbligata di Giulia Sarti di fare un passo indietro, nell’attesa di capire come si evolverà il braccio di ferro col suo ex fidanzato: qualora il gip accogliesse la richiesta di archivazione della procura, l’uomo potrebbe anche decidere di querelare Giulia Sarti per calunnia.

Un ultima nota dolente: nel presentare le dimissioni, il deputato ha inserito un particolare he ha aperto un nuovo fronte di polemica e di sospetti: «In questa occasione, tengo anche a precisare che né Ilaria Loquenzi né Rocco Casalino mi hanno spinto a denunciare nessuno, ma si sono limitati a starmi vicino nell’affrontare una situazione personale e delicata». Il riferimento è appunto a due responsabili dello staff comunicazione: alcune ricostruzioni avevano infatti ipotizzato che fossero stati loro a chiederle di sporgere querela come condizione per restare nel Movimento. Il Partito democratico, in queste ore, ha chiesto che «il presidente del Consiglio Giuseppe Conte venga in aula a riferire dei fatti che hanno coinvolto il suo portavoce Rocco Casalino. E altresì chiediamo, a seguito del processo che ha coinvolto lon. Giulia Sarti, dimessasi da presidente della commissione Giustizia, di allontanare Rocco Casalino dal suo ruolo di portavoce poiché si è coperto, come risulta dagli atti processuali, di un reato gravissimo, quello dell’istigazione a delinquere. E del tutto evidente che Rocco Casalino non sta svolgendo un ruolo di garanzia, come quello di portavoce del presidente del Consiglio dei Ministri, bensì un ruolo politico, di portavoce del M5s».

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mercoledì, 27 Febbraio 2019 - 12:44
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