Tav, Conte riesce a prendere tempo: rinviati i bandi di gara, ma è polemica

Il premier Giuseppe Conte

Per ora la partita sulla Tav tra Lega e Cinque Stelle si conclude con uno zero a zero. Anche se, al netto delle reti inviolate, a sorridere un poco in più sono quelli del Movimento Cinque Stelle. Il premier Giuseppe Conte, impegnato a trovare una sintesi tra le posizioni, in netto contrasto sull’argomento, di grillini e leghisti, sembra aver trovato il mondo di congelare i bandi che sarebbero dovuti partire lunedì senza tuttavia rischiare di perdere i finanziamenti e magari rischiare di pagare pure qualche milionaria penale.

La notizia sul congelamento dei bandi è arrivata proprio da Palazzo Chigi, che ha diramato una nota per fare chiarezza dopo la notizia, diffusa dal Sole24 ore, che aveva prospettato lo sblocco dei bandi con una clausola di dissolvenza che permetterebbe in futuro eventualmente di bloccarli. Il Sole24 ore aveva diffuso la notizia spiegando che questo era il contenuto di una lettera inviata dal premier Conte ai vertici di Telt (acronimo di Tunnel Euralpin Lyon Turin), l’azienda (di proprietà al 50% dello Stato francese e al 50% delle Ferrovie dello Stato italiane) che è responsabile della realizzazione e della gestione dell’opera. Cosa sia accaduto e quale sia la soluzione trovata da Conte ancora non si sa. Ragione per la quale Graziano Delrio, capogruppo Pd alla Camera, ha immediatamente chiesto che venga reso pubblico il testo della lettera: «Non è possibile – ha affermato Delrio – che il contenuto di un atto così fondamenta per la tenuta della maggioranza e per il futuro del paese sia tenuto segreto e divenga un pezzo della propaganda del governo. Gli italiani devono sapere esattamente la posizione del governo che continua a essere ambigua. Non è chiaro se si scava o ci si ferma o si attendono le elezioni perché prima del paese vengono gli interessi del partito per Salvini? Conte faccia chiarezza sul contenuto della lettera inviata a Telt».

Da Luigi Di Maio e da Matteo Salvini nessun commento sulla vicenda. Anche se la strada attendista scelta da Conte favorisce maggiormente i grillini, che sono contrari alla Tav ma comunque si sono detti disposti a riflettere sul progetto purché esso venga ridimensionato. Salvini invece stava aspettando il via libera ai bandi: per il leader leghisti il ‘no’ alla Tav è una possibilità non contemplata. Almeno per ora. Quel che è certo è che se Lega e Cinque Stelle non dovessero raggiungere un accordo sulla Tav, il Governo è destinato a cadere.

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sabato, 9 marzo 2019 - 15:21
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