Pedofilia, condannato il cardinale Pell:
era l’ex numero tre del Vaticano
Il giudice: «Ha commesso crimini odiosi»


«Crimini odiosi», che hanno avuto «un impatto significativo e di lunga durata» su almeno una delle vittime che «ha subito una serie di emozioni negative con cui ha lottato per molti anni, aggravate da problemi di fiducia e di ansia». Con queste parole il giudice della County Court Peter Kidd ha motivato la sentenza di condanna del cardinale austrialiano George Pell. L’ex numero tre del Vaticano, consigliere finanziario del pontefice e tesoriere, è stato condannato a 6 anni di reclusione per abusi sessuali su minori dal tribunale di Melbourne, dovrà scontare almeno tre anni e otto mesi prima di poter chiedere di essere scarcerato. Il giudice ha parlato di «attacco sessuale forzato e spudorato alle due vittime».

Pell, che si è sempre professato innocente, rischiava una pena massima di 50 anni di detenzione, per le accuse di abusi sessuali nei confronti di due coristi negli anni ’90. In nome della trasparenza il giudice Kidd ha disposto la trasmissione in diretta su vari canali della lettura della sentenza, durata oltre mezz’ora con le telecamere fisse verso di lui, davanti ad un aula strapiena di vittime di abusi, di sostenitori e giornalisti. L’appello presentato da legali di Pell sarà udito dalla Corte d’Appello del Victoria il 5 e 6 giugno e sarà basata su tre ragioni, fra cui di “irragionevolezza” del verdetto della giuria lo scorso dicembre perché basato sulle dichiarazioni di solo una delle vittime.

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mercoledì, 13 marzo 2019 - 11:36
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