Le strane morti del caso Ruby Rubacuori: Imane avvelenata con scorie radioattive, Verzini suicida dopo la denuncia choc

Egidio Verzini e Imane Fadil

Due morti improvvise. Una sospetta, tanto che una procura sta indagando per omicidio volontarie. Due storie all’apparenza così distanti ma tenute legate dalla vicinanza al processo per contro Silvio Berlusconi per il caso di Ruby rubacuori e le serate hot del ‘bunga bunga’.

L’avvocato Egidio Verzini e Imane Fadil, 34 anni maghrebina, sono i nomi attorno ai quali ruota il giallo che sta accompagnando la storia processuale dell’ex Cavaliere. Sono morti entrambi, e sono venuti a mancare dopo che ciascuno di loro – in modo diverso – aveva annunciato rivelazioni sconvolgenti che avrebbero potuto segnare un improvviso colpo di scena al processo incardinato dinanzi ai giudici di Milano. Imane Fadil è deceduta lo scorso primo marzo ma la notizia della sua morte è circolata solo ieri, quando è stata resa la notizia dell’apertura, da parte della procura di Milano, di un fascicolo per omicidio volontario. La 34enne era stata ricoverata all’ospedale Humanitas di Rozzano un mese fa e qui è deceduta dopo «una tormentata agonia» (parole del procuratore Francesco Greco). Prima di morire aveva detto al fratello di essere stata avvelenata e le analisi alla quale era stata sottoposta sembrerebbero confermarlo. Imane Fadil sarebbe stata avvelenata con un cocktail di elementi radioattivi, che determina il progressivo deterioramento degli organi interni. La 34enne si era costituita parte civile nei processi Ruby, bis e ter, ma da quest’ultimo processo (che ipotizza presunte corruzioni di testimoni che l’ex premier avrebbe pagato per dire il falso nel primo processo Ruby conclusosi con la sua assoluzione, definitiva, dalle accuse di prostituzione minorile e induzione indebita) era stata esclusa perché secondo i giudici i reati contestati non erano lesivi della sua persona. Quando i giudici decisero per la sua esclusione dal processo, Imane Fadil dichiarò a Repubblica: «Ho respinto tantissimi tentativi di corruzione, da parte del signor Silvio Berlusconi e di tutto il suo entourage». Successivamente Imane annunciò di essere pronta a fare delle rivelazioni e spiegò anche che stava scrivendo un libro, sottolineando di avere avuto difficoltà a trovare editori disposti a pubblicarlo. «Chiediti cosa ci sarà mai in questo libro, ma tanto prima o poi lo vedranno tutti», aggiunse a Repubblica. Le bozze del libro sono state sequestrate e sono ora al vaglio da parte del pm Luca Gaglio e dell’aggiunto Tiziana Siciliano.

L’avvocato Egidio Verzini è morto il 5 dicembre, ma il certificato di avvenuto decesso è stato depositato solo il 3 gennaio, come imposto nelle sue ultime volontà. Verzini, malato da tempo, si recò in Svizzera per togliersi la vita col suicidio assistito. Appena il giorno prima aveva rilasciato un’intervista nella quale aveva parlato di «un pagamento di 5milioni di euro» da parte del Cavaliere alla giovane marocchina tramite una banca di Antigua. Nell’intervista rilasciata all’Ansa, Verzini spiegò di aver deciso di parlare, violando così il segreto professionale, in nome «del dovere etico e morale». L’avvocato veronese aveva smesso di rappresentare Ruby nell’estate del 2011 perché, disse, era «venuto meno il rapporto di fiducia» con la sua assistita. Dopo quell’intervista, la procura di Milano era pronta ad ascoltare Verzini nel corso del processo Ruby ter, ma non ce n’è stato il tempo. Con il risultato che quelle pesantissime dichiarazioni non potranno mai diventare oggetto di contraddittorio e quindi resteranno, processualmente, lettera morta.

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sabato, 16 marzo 2019 - 13:17
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