Napoli, Tony Colombo e Tina Rispoli: matrimonio carnevalesco tra accuse al sindaco e indagini della procura di Napoli

Tony Colombo

Più che un matrimonio quello del cantante neomelodico Tony Colombo con la vedova di camorra Tina Rispoli (moglie del boss Gaetano Marino ammazzato a Terracina) è stato uno show carnevalesco. Ma non poteva essere altrimenti: una cerimonia sobria non avrebbe attirato i riflettori di Tg, giornali e quelli della seguitissima trasmissione di Barbara D’Urso su Canale 5. E invece la pacchianata cui si è assistiti e della quale si sta parlando dal 28 marzo è stata costruita ad arte per raggiungere in modo efficace un banale scopo di marketing: far volare il nome e l’immagine di Tony Colombo, che è così riuscito ad uscire dal ‘cerchio’ dei neomelodici partenopei. E, allora, via alle esagerazioni: con la carrozza che a Secondigliano trasporta la sposa verso il Maschio Angioino, luogo per la celebrazione del rito religioso; precedono il ‘veicolo’ trampolieri, giocolieri, trombettisti e chi più ne ha più ne metta. Le trombe suonano anche al Maschio Angioino quando i due sposi, mano nella mano, fanno il loro ‘debutto’ insieme.

Ciò che nessuno si aspettava è che l’esagerazione della cerimonia si sarebbe trasformata addirittura in un  oggetto di interesse da parte della procura della Repubblica di Napoli. Sia chiaro, il matrimonio in sé nulla c’entra. Ognuno è libero di scegliere lo stile che più lo rispecchia per coronare il proprio sogno d’amore. La procura è scesa in campo per accertare l’esistenza di una serie di permessi relativi ad alcuni momenti che hanno preceduto il matrimonio e che tanto hanno fatto indignare non solo l’opinione pubblica, ma hanno spinto politici di opposizione a chiedere chiarimenti e pure la testa dell’assessore alla Polizia Municipale Alessandra Clemente, oltre, ovviamente, a quella del sindaco Luigi De Magistris. Il quale prova a difendersi e sostiene di essere lui il danneggiato dell’intera vicenda insieme all’immagine della città di Napoli.

Il 25 marzo, tre giorni prima delle nozze, Tony Colombo monopolizza piazza del Plebiscito tenendo un concerto, con tanto di palco e fans in delirio: si va avanti per quattro ore e mezza. Per quel concerto dice Tony Colombo il suo staff aveva tutte le autorizzazioni, il Comune dice il contrario ma agli atti c’è un’autorizzazione per un flash mob, che non è proprio la stessa cosa di un concerto. Il Comune ad ogni modo, solo dopo il trambusto provocato dalla pubblicità sul matrimonio carnevalesco, è corsa ai ripari e ha comminato una multa da 33mila euro, adducendo irregolarità del palco e l’impatto acustico non a norma. Ciò però non salva l’amministrazione comunale e i vigili urbani da alcune legittime osservazioni: se l’autorizzazione è arrivata per il flash mob, come mai non vi è stata alcuna verifica nel momento in cui è stato montato il palco? Come mai nessuno è intervenuto a fermare lo spettacolo quando ci si è resi conti che esso era un vero e proprio concerto? Su questi aspetti sta indagando la procura di Napoli, che ha acquisto documenti relativi ai turni di servizio e alla relazioni degli operatori al lavoro dei vigili urbani.

In questo solco gli inquirenti hanno già ascoltato come persona informata sui fatti il dirigente della polizia municipale di Chiaia, Sabina Pagnano, la quale ha spiegato che i vigili non intervengono sui flash bob, sui raduni improvvisati ed estemporanei per i quali c’è il nulla osta del Comune. Agli atti sono finite anche le email che si sono scambiati quelli dello staff di Tony Colombo e il Comune di Napoli. Emerge così in maniera chiara che il 13 marzo la ‘Crc studio’ invia, per conto del neomelodico, una richiesta per «un flash mob a favore dei futuri sposi», specificando che esso sarebbe durato dalle 18.30 alle 23. Si annota, inoltre, che per l’occasione sarebbero state presenti troupe di Mediaset. Il 14 marzo l’Ufficio Cinema del Comune dà il via libera, ma inoltra la richiesta alla polizia municipale di Chiara per eventuali provvedimenti di competenza.

Sembra invece chiarito l’aspetto, più squisitamente politico, del presunto ruolo del sindaco Luigi De Magistris come officianti delle nozze di Tony Colombo e di Tina Rispoli. Il cantante aveva fatto richiesta affinché fosse il primo cittadino a celebrare il rito civile, ma il sindaco ha poi respinto garbatamente la richiesta dopo un’istruttoria interna. Facile immaginare che il ‘no’ del primo cittadino sia stato legato anche alle parentele di Tina Rispoli. Ad ogni modo nessuno al Comune avrebbe potuto negare ai due promessi sposi l’accesso al Maschio Angioino solo in virtù del legame sentimentale che aveva unito la donna a Gaetano Marino o in virtù degli ambienti in cui la musica di Tony Colombo è molto diffusa. Tony Colombo e Tina Rispoli continuano intanto a vivere la loro favola mediatica.

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e men che meno le ragioni di Diritto

lunedì, 1 aprile 2019 - 17:37
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