Elezioni inquinate a Torre del Greco, vendute preferenze anche per Palomba Massella: «Promise aiuto a mio figlio»

Il sindaco di Torre del Greco Giovanni Palomba
di Manuela Galletta

«Sono sereno e fiducioso», dice il sindaco Giovanni Palomba. Lui, primo cittadino di Torre del Greco che oggi si trova a confrontarsi con l’ennesimo scandalo giudiziario che tocca pezzi della sua maggioranza in Consiglio comunale, rivendica la trasparenza del proprio operato: «Non ho mai esitato a riferire con puntualità, agli opportuni organi sovracomunali ed inter-istituzionali, Procura e Prefettura, quanto accade nelle stanze di Palazzo Baronale».

Tuttavia dalle pieghe dell’ordinanza di custodia cautelare, a firma del giudice per le indagini preliminari Fiorentino del Tribunale di Torre Annunziata (che ha recepito le istanze della procura), emerge uno spaccato delicato che riguarda lo riguarda in prima persona. E la prima chiave di lettura che viene fuori da quello che i pm hanno definito «un mercimonio indegno di un paese civile» è tutt’altro che positiva. Giovanni Massella, una delle persone finite in carcere, ha tirato in ballo Giovanni Palomba (eletto col sostegno di sette liste civiche) davanti ai pubblici ministeri e lo ha fatto nel corso di uno dei tre interrogatori resi tra il giugno e l’ottobre scorso, quando la procura oplontina stava raccogliendo elementi a sostegno dell’ipotesi accusatoria. Massella ha raccontato i dettagli dell’accordo con l’ex assessore Magliacano per l’inserimento del figlio e di altre persone nel progetto ‘Garanzia giovani’ e della successiva assunzione nella ‘Gema; ha riassunto nel dettaglio le modalità con cui era avvenuta la compravendita di voti; ma ha anche specificato che suo figlio Ciro e Andreina Vivace (assunta pure pure nella ‘Gema’) si sarebbero recati dal sindaco Palomba a seguito della pubblicazione del video-inchiesta di ‘Fanpage’ sui voti comprati a Torre del Greco in occasione delle amministrative. Secondo quanto Giovanni Massella ha riferito ai pm, il figlio e la Vivace avevano deciso di rivolgersi a Palomba per «esternargli i propri timori», timori legati al fatto che potessero emergere collegamenti con le loro persone e dunque che potessero finire sotto inchiesta. E’ a questo punto che le dichiarazioni di Massella si fanno scivolose per il sindaco Palomba. «Dal sindaco avevano ottenuto rassicurazioni e promesse di pagamento di eventuali spese processuali», scrivono gli inquirenti sintetizzando il contenuto delle dichiarazioni di Massella. La circostanza della visita di Vivace e Massella jr fatta al sindaco è stata confermata dalla stessa Vivace nell’interrogatorio reso il 19 giugno scorso.

Ma vi è di più: un collaboratore di giustizia, Giuseppe Pellegrino, afferma con sicumera che in occasione delle elezioni ci sono state persone che hanno comprato voti in favore proprio del sindaco Palomba. La circostanza gli è stata riferita da una parente, la quale gli ha precisato che i voti in questioni venivano comprato davanti alla scuola ubicata nei pressi del ‘Bar del Professore’. Ogni voto veniva ricompensato con 80 euro. Resta da capire, in questo caso, se la compravendita di voti sia avvenuta all’insaputa del primo cittadino. (Domani, mercoledì 3 aprile, sul quotidiano digitale – accessibile su abbonamento – sarà sviluppato uno speciale di approfondimenti sull’inchiesta a Torre del Greco. Il giornale è accessibile solo agli abbonati. Per abbonarsi basta accedere alla sezione ‘Sfoglia il Quotidiano’, un mese costa 10 euro)

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martedì, 2 aprile 2019 - 14:48
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