Voto inquinato, bufera su Torre del Greco Ruoli e accuse mosse ai politici in carica Sotto inchiesta presidente Unicef Napoli

Torre del Greco
Una nuova bufera giudiziaria si abbatte su Palazzo Baronale, sede del Comune di Torre del Greco
di Federico Felici

Un terremoto giudiziario. L’ennesimo che scuote la vita politica di Torre del Greco. A quasi due anni di distanza dall’arresto dell’allora sindaco di centrodestra Ciro Borriello (oggi libero) per aver favorito la ditta Balsamo, importante realtà economica imprenditoriale operante nel settore dei rifiuti in varie province della Campania, i carabinieri della compagnia di Torre del Greco e la procura di Torre Annunziata tirano le somme dell’inchiesta sul voto di scambio in occasione delle ultime amministrative – che hanno suggellato la vittoria di Giovanni Palomba a sindaco – e danno il via all’esecuzione di 14 ordinanze di custodia cautelare.

Nello scandalo è stato risucchiato di tutto: ci sono politici attualmente in Consiglio comunale (Stefano Abilitato e Ciro Piccirillo), c’è un ex assessore (Simone Onofrio Magliacano), ci sono imprenditori e finanche il presidente del Comitato Unicef Napoli (Domenico Pesce). A ciascuno di loro è mossa una contestazione, a ciascuno di loro è addebitato un ruolo: in particolare la procura ha formulato, a vario titolo, le ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata al voto di scambio elettorale, concorso in voto di scambio elettorale, attentato contro i diritti civili dei cittadini, rivelazione e utilizzazione dei segreti d’ufficio, favoreggiamento e detenzione illegale di armi da guerra sono i reati contestati a vario titolo.

Le misure cautelari: 4 in carcere e 4 ai domiciliari,
divieto di dimora in Campania per 6 persone
Lo scenario disegnato è avvilente: c’è chi ha comprato voti elargendo in cambio un compenso tra i 25 e i 30 euro; chi, invece, ha ‘donato’ pacchi di generi alimentari in cambio delle preferenze; e chi, infine, ha promesso posti di lavoro di netturbino. Le diverse condotte sono sfociate in diverse misure cautelari. In carcere sono finiti quattro netturbini: Giovanni Massella e il figlio Ciro, Giuseppe Mercedulo e Gerardo Ramondo. Gli arresti domiciliari sono scattati per il consigliere comunale Stefano Abilitato, per l’ex assessore Simone Onofrio Magliacano, per Andreina Vivace e per Francesco Sallustio. In sei sono stati raggiunti dal divieto di dimora in Campania: Ciro Piccirillo, Domenico Pesce, Salvatore Loffredo, Giuseppe Sdegno, Vincenzo Izzo e Gennaro Savastano.

I ruoli e le accuse mosse ai consiglieri di maggioranza
Ciro Piccirillo e Stefano Abilitato
Partiamo dal ruolo dei consiglieri comunali Piccirillo e Abilato. Broker assicurativo e già consigliere comunale, Abilitato – che ha un passato con Forza Italia – si era presentato alle ultime elezioni con la lista civica ‘Il Cittadino’ a sostegno del neo sindaco Giovanni Palomba: le urne lo hanno premiato con 927 voti, consentendogli così di accedere in Consiglio comunale. Abilitato è accusato di aver favorito l’assunzione di alcune persone con un contratto a tempo determinato nella ditta Gema – che fino alla settimana scorsa si è occupata della raccolta dei rifiuti in città – attraverso il programma Garanzia Giovani. Piccirillo, al suo terzo mandato consecutivo da consigliere comunale, fa parte anche lui della coalizione di maggioranza: la procura lo accusa di avere rivelato l’esistenza dell’inchiesta sul presunto voto di scambio. Piccirillo sarebbe entrato in possesso di informazioni riservate grazie al fatto che è un poliziotto (in servizio a Napoli), anche se adesso è in aspettativa per l’incarico amministrativo a Torre del Greco.

Sotto accusa anche il presidente Unicef Napoli,
per lui divieto di dimora in Campania
Il ruolo dell’ex assessore Magliacano

Domenico Pesce, presidente Unicef Napoli, è accusato di aver comprato voti in cambio di pacchi alimentari con marchio Ue tramite una Onlus. Quanto alla posizione di Simone Magliacano, l’ex assessore della giunta Borriello è la persona che, in qualità di commercialista, avrebbe curato le pratiche per l’inserimento dei netturbini nelle liste dell’agenzia interinale dalla quale poi sono stati assunti nella “Gema spa”, al tempo affidataria del servizio rifiuti cittadino. (Segui gli aggiornamenti: «Rischio inquinamento per le Europee, arresti disposti con urgenza. I pm: «Mercimonio indegno di un paese civile»; Voti venduti anche in favore del sindaco Palomba, un indagato confessa ai pm e accusa: «Mio figlio andò da lui per esprimere i suoi timori e lui si offrì di aiutarlo con le spese processuali»)

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e men che meno le ragioni di Diritto

martedì, 2 aprile 2019 - 11:55
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