Inchiesta sullo stupro nella Circum, tutti i rilievi del Riesame: «Perizia psichiatrica per testare attendibilità della 24enne»

Circumvesuviana San Giorgio a Cremano
di Federico Felici

Le immagini catturate dalle telecamere all’interno della stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano non possono essere considerate un elemento di prova certo sullo stupro denunciato dalla 24enne di San Giorgio a Cremano perché esse, guardate nella loro interezza (mezz’ora di girato e non solo i sei minuti incriminati), restituiscono scene diverse da quelle di un momento di costrizione. Prima dell’ingresso in ascensore, infatti la 24enne di Portici si intrattiene a parlare tranquillamente con Alessandro Sbrescia (il primo ad entrare in ascensore) e a fumare con lui una sigarette. Anche le immagini successive, quando la 24enne e gli altri due ragazzi escono dall’ascensore, disegnano una scena di apparente tranquillità. La 24enne saluta Sbrescia, Antonio Cozzolino e Raffaele Borrelli, raggiunge il binario 3, si siede sulla panchina, fuma una sigaretta e solo successivamente scoppia a piangere.

A fronte di immagini (senza audio) così discordanti, le sole immagini non sono dunque sufficienti a sostenere un’accusa di stupro. E’ uno dei ragionamenti del Tribunale del Riesame di Napoli nelle motivazioni alla base della scarcerazione dei tre indagati. Né per il Riesame possono considerarsi elementi univoci di una storia di violenza i rapporti medici. Anzitutto va specificato che la visita medica alla quale la ragazza è stata sottoposta non ha rilevato segni di ecchimosi o lacerazioni compatibili con una violenza; il referto psicologico del centro Dafne che invece parla di «assenza di consensuali» viene ritenuto dal Riesame insufficiente alla luce del fatto che non si è tenuto conto del quadro psicologico della ragazza. Quindi sul piatto restano le dichiarazioni della ragazza e la sua attendibilità.

E’ proprio sull’attendibilità della parte offesa che il Riesame compie la riflessione più delicata: ci sono cartelle cliniche che testimoniano un complesso quadro psichiatrico della 24enne che dal 2016 è in cura presso un centro di salute mentale. In quelle cartelle la stessa ragazza racconta il suo complicato con la sfera sessuale e si definisce una «bugiarda patologica». A fronte di questo particolare stato psicologico, il Riesame rileva l’impossibilità attuale di dare alla parte offesa la patente di attendibilità assoluta e per tale ragione sottolinea la necessità di una perizia psichiatrica da «demandare a qualificati esperti in scienze psicologiche e neuropsichiatriche» affinché venga valutato correttamente «il profilo psicopatologico della ragazza» che ha denunciato di essere stata vittima di uno stupro di gruppo nella stazione della Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano nel pomeriggio dello scorso 5 maggio. L’indicazione di procedere a una perizia scaturisce dalla necessità di testare l’attendibilità della 24enne alla luce del problematico e complesso quadro clinico e psicologico personale. Il Riesame, infatti, sottolinea l’importanza di potersi fondare su «elementi scientifici ben più adeguati circa la possibilità di interazioni tra le psicopatie fin da subito emerse e la vicenda narrata». Tradotto: solo una perizia adeguata potrà fare chiarezza sull’attendibilità o meno della ragazza, e solo all’esito dei risultati di quella perizia la procura potrà decidere quale strada seguire in questa delicata inchiesta.

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venerdì, 5 aprile 2019 - 20:22
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