Camorra, faida a San Giovanni a Teduccio Tre omicidi, arresti nei Formicola e nei D’Amico: risolto il delitto Mignano

omicidio MIgnano
L'omicidio di Luigi Mignano, ucciso nel rione Villa a San Giovanni a Teduccio (foto Kontrolab)
di Federico Felici

Notte di manette nel quartiere di San Giovanni a Teduccio alla periferia est di Napoli. Notte di manette, di controlli e di perquisizioni in quel lembo di terra dove è in atto l’eterna guerra di camorra tra i Mazzarella e i Rinaldi. Una guerra che negli ultimi mesi è stata scandita da picchi di tensione molto alti.
Polizia e carabinieri, sotto il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, hanno eseguito due diversi provvedimenti restrittivi. In entrambi i casi i reati contestati vanno sotto la voce di omicidio.

L’omicidio di Luigi Mignano avvenuto il 9 aprile
davanti ad una scuola dell’infanzia
Sette esponenti del gruppo D’Amico, il braccio armato del clan Mazzarella, sono stati arrestati con l’accusa di avere ammazzato Luigi Mignano e di avere ferito il figlio Pasquale: l’agguato si è consumato lo scorso 9 aprile al rione Villa davanti ad una scuola dell’infanzia. In compagnia dei due uomini c’era il figlio piccolo di Pasquale Mignano, che per miracolo è rimasto illeso. La foto dello zainetto di Superman accanto al corpo senza vita di Luigi Mignano è un’immagine ancora scolpita negli occhi di vive a San Giovanni a Teduccio a Teduccio. L’omicidio si inquadra nell’ambito della guerra tra i Mazzarella e i Rinaldi, clan, quest’ultimo, al quale Luigi Mignano apparteneva.

I due omicidi contestati al clan Formicola
Sono invece più risalenti nel tempo i due omicidi contestati a cinque esponenti del clan Formicola, che ha il suo quartiere generale in via Taverna del Ferro, anche detto il ‘Bronx’: la procura contesta gli omicidi dei fratelli Massimo e Salvatore Petriccione avvenuti il 29 giugno 2002 e l´8 marzo 2004.

Le indagini sull’agguato a Nurcaro cominciate
nel quartiere di San Giovanni a Teduccio
Sempre nel quartiere di San Giovanni a Teduccio si stanno concentrando le prime indagini relative all’agguato di Salvatore Nurcaro, il 32enne colpito da sei proiettili mentre si trovava in piazza Nazionale davanti al bar ‘Il Caffé Elite’. Nurcaro è legato alla famiglia Reale. Nell’agguato è rimasta gravemente ferita una bambina di quattro anni che si trovava lì con la nonna (rimasta ferita a un gluteo) e la mamma (rimasta illesa). (Leggi anche gli approfondimenti sul delitto Mignano: chi sono i sette arrestati del clan D’Amico, le intercettazioni, il ruolo che secondo la procura ciascuno di loro avrebbe svolto nell’agguato)

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sabato, 4 maggio 2019 - 09:53
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