Ucciso e sepolto dagli amici, confessano altri 2 imputati. Accordo in Appello per lo sconto di pena: niente ergastolo

Vincenzo Amendola
di Manuela Galletta

Dopo il baby boss Gaetano Formicola, confessano in aula anche il cugino Giovanni Tabasco e Raffaele Morra. Confessano di avere avuto un ruolo nell’omicidio e nel seppellimento di Vincenzo Amendola, il 19enne ammazzato nel febbraio del 2016 per mettere a tacere voci di una relazione clandestina tra Amendola e la madre di Formicola. Voci che, nella logica della criminalità organizzata, gettavano disonore sulla famiglia dal momento che il padre di Formicola, il boss Antonio, era detenuto in carcere.

Seconda sezione della Corte d’Assise di Napoli (presidente Mirra), ieri mattina: Tabasco e Morra prendono la parola l’uno dopo l’altro. Tabasco ammette le proprie responsabilità sull’omicidio, ossia quelle di essere a conoscenza delle intenzioni di Formicola e di avere condotto Amendola al suo cospetto certo della sorte che sarebbe toccata al 19enne. «Formicola aveva perso la testa», dice. Morra si assume la responsabilità di avere partecipato all’occultamento del cadavere, ritrovato sottoterra in una zona di campagna in via 2 Giugno a San Giovanni a Teduccio: «Sono pentito per quello che ho fatto, chiedo scusa a tutti. Chiedo scusa alla Giustizia e ai familiari di Amendola».

Formicola aveva già confessato nella scorsa udienza. Tre ammissioni di responsabilità rese nel tentativo di ottenere uno sconto di pena sulla precedente pesante sentenza di condanna. Sconto di pena che, salvo clamorosi colpi di scena, ci sarà. Dopo le confessioni, accusa e difesa hanno intavolato un concordato (istituto reintrodotto nel luglio del 2017) in base al quale tutti gli imputati beneficeranno di una riduzione ma, ha chiarito il pg, non per via delle dichiarazioni rese in aula. La riduzione della pena è agganciata alla rinuncia dei motivi d’appello da parte degli imputati e al fatto che il precedente grado di giudizio si definì con la modalità del rito abbreviato; inoltre è agganciata alla circostanza che già in sede di giudizio abbreviato venne esclusa l’aggravante della matrice camorristica che la Direzione distrettuale antimafia aveva contestata.

Il concordato messo a verbale prevede una condanna a 30 anni per Formicola e per Tabasco, che nel luglio del 2018 furono condannati alla pena dell’ergastolo dal gip Ferrigno. Per Raffaele Morra che risponde solo di sottrazione di cadavere è prevista una pena di 4 anni e 8 mesi a fronte dei precedenti 5 anni e 8 mesi. Il collegio difensivo è rappresentato dagli avvocati Leopoldo Perone, Mauro Valentino e Antonio Sorbilli. Nel processo i genitori di Amendola sono costituiti parte civile.

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sabato, 11 maggio 2019 - 12:18
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