Bufera sul pm Palamara, indagati anche un consigliere del Csm e un pm di Roma Sospetti di soldi per una nomina di vertice

Luca Palamara
Il pm romano Luca Palamara al centro dello scandalo sulle toghe

Luca Palamara, ex presidente dell’Associazione nazionale magistrati ed fino a un anno fa componente del Consiglio superiore della magistratura, ha già provato ad allentare da sé ogni sospetto e a rivendicare la correttezza del suo operato di magistrato: «Mai baratterei il mio lavoro e la mia professione per alcunché», ha detto. Ma quello che sta emergendo in questo ore dall’inchiesta della procura della Repubblica di Perugia ha sollevato un clamoroso polverone non solo sul magistrato, ha rivelato l’esistenza di una guerra sotterranea in seno alla procura di Roma che si sarebbe combattuta a colpi di esposti, ed ora getta ombre pesanti sulla modalità di nomina per gli incarichi direttivi. Sì perché la procura di Perugia sospetta anche nel 2016 Palamara abbia ricevuto 40mila euro per sponsorizzare la nomina dell’allora pm di Siracusa Giancarlo Longo come procuratore di Gela. Longo non solo non fu nominato ma l’anno scorso è stato arrestato per corruzione, reato per il quale il magistrato (che si è dimesso dalla magistratura) ha patteggiato a 5 anni.

Questa mattina la Guardia di Finanza ha perquisito l’abitazione e l’ufficio di piazzale Clodio di Luca Palamara (esponente di Unicost) che è indagato dalla procura di Perugia. Perquisiti anche l’abitazione del suo commercialista e quella di Adele Attisani, persona vicina al magistrato. L’accusa contestata è quella di corruzione, così come riportato in esclusiva nella giornata di ieri dal Corriere della Sera, da Repubblica e dal Messaggero. A Palamara si contesta un rapporto inopportuno con l’imprenditore ’imprenditore Fabrizio Centofanti, arrestato a febbraio 2018. Nello specifico al pm si contesta di avere ricevuto regali o altre utilità. Utilità che secondo i pm di Perugia sarebbero state «direttamente collegate alla sua funzione di consigliere dell’organo di autogoverno della magistratura». Tra i vantaggi che Palamara avrebbe ricevuto ci sono anche soggiorno in albergo, fatti da lui o suoi parenti.

Nell’ambito di questa inchiesta sono indagati altri due magistrati: il consigliere del Csm Luigi Spina in quota Unicost e il pubblico ministero di Roma Stefano Fava. Entrambi sono accusati di rivelazione di segreto d’ufficio e di favoreggiamento personale. Diverse, però, sono le condotte ipotizzate. Spina avrebbe informato Palamara dell’apertura dell’inchiesta della procura di Perugia a suo carico: Spina era venuto a sapere legittimamente dell’indagine perché la procura di Perugia aveva trasmesso al Csm l’informazione dell’iscrizione di Palamara nel registro degli indagati, ma il fascicolo era secretato. Fava, invece, avrebbe spiegato a Palamara che l’inchiesta sul suo conto era scaturita dall’inchiesta della procura di Roma su Centofanti ed un particolare dall’esame delle sue carte di credito.

Inoltre Fava avrebbe consegnato a Palamara l’esposto che Fava stesso aveva presentato a Perugia contro il procuratore (oggi in pensione) Giuseppe Pignatone e l’aggiunto Paolo Ielo lamentando il fatto che i due non si sarebbero astenuti dall’inchiesta sulle sentenze comprate al Consiglio di Stato benché nel corso delle indagini fossero saltati fuori i nomi di loro parenti come amici dell’indagato principale Pietro Amara. Il quadro di contestazioni mosse a Palamara, a Fava e a Spina è stato disegnato sulla scorta di intercettazioni svolte proprio a carico di Palamara: grazie ad un Trojan installato nel cellulare del magistrato, gli inquirenti di Perugia sono venuti a conoscenza del fatto che Palamara fosse consapevole dell’inchiesta a suo carico. Rivelatrice di ciò è stata una conversazione nella quale Palamara parla con un parlamentare e commenta: «:.. perché quel cazzo che m ‘hanno combinato lì a Perugia ancora nemmeno si sa». (Sul quotidiano digitale di domani, accessibile su abbonamento (non c’è versione cartacea), saranno disponibili approfondimenti sull’inchiesta. Per abbonarsi basta cliccare sul link)

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giovedì, 30 Maggio 2019 - 19:09
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