Camorra, la ‘talpa’ nell’ufficio gip del Tribunale di Napoli: la soffiata sul blitz ‘Aracne’ a un ras dei Contini

Tribunale di Napoli
Il Tribunale di Napoli
di Gianmaria Roberti

C’era una talpa dei clan all’ufficio gip del tribunale di Napoli? Il sospetto travolge Concetta Panico, 46enne finita ai domiciliari nell’operazione contro l’Alleanza di Secondigliano e in particolare contro i Contini, con l’accusa di rivelazione di segreto d’ufficio aggravata dall’agevolazione mafiosa. La donna è sposata con il cugino di Antonio Pengue, presunto affiliato al clan Contini, destinatario di misura cautelare in carcere. Pengue è ritenuto organico al sottogruppo criminale capeggiato da Antonio Muscerino. Panico, invece, è dipendente amministrativa del ministero della giustizia, in servizio all’Ufficio 45° del tribunale di Napoli: ovvero i giudici per le indagini preliminari. Una circostanza preziosa, secondo le indagini, agli occhi della cosca.

Alla donna viene contestata una soffiata di 5 anni fa, grazie a cui il clan avrebbe saputo di una maxi operazione da 90 arresti, la cosiddetta operazione ‘Aracne’. In un’intercettazione, Pengue «vantandosi, affermava che – si legge nel provvedimento – la persona a cui si era rivolto, appena tre giorni prima dell’esecuzione delle misure, gli aveva garantito che loro (Muscerino e i sodali del suo sottogruppo) non erano tra i novanta destinatari del provvedimento restrittivo. Pengue continuava asserendo che, appena appresa la notizia, aveva rassicurato lo stesso Muscerino». Pengue dice ad un altro indagato: «La persona (Panico, ndr) venne da me e mi disse e io glielo dissi pure a lui: il nome tuo non c’è proprio». E quando il marito della Panico rimane ferito in un incidente, Muscerino sembra sollecitare Pengue a recarsi in ospedale «perchè quelli ci servono». In un altro dialogo carpito dagli investigatori, Pengue sostiene di essersi rivolto allo zio (non indagato, ndr), al «quale aveva chiesto di richiedere alla nuora (Panico, ndr) di accertare se nei provvedimenti restrittivi in attesa (…) vi era Muscerino e i suoi affiliati e quindi di aver saputo in seguito il numero esatto delle misure e di non essere loro tra gli indagati». Fino a quel momento è misteriosa l’identità della donna «indicata in modo assolutamente inequivocabile da Pengue come la fonte interna degli uffici giudiziari napoletani». Per identificarla, poliziotti della squadra mobile vanno all’ospedale di Nocera Inferiore, per verificare i ricoveri dei giorni precedenti. Tra i nomi, spunta quello del coniuge della Panico, anche parente di chi pareva vantarsi di informazioni riservate. Ma ad inguaiare la Panico è la scoperta di alcuni accessi al sistema informatico degli uffici giudiziari. «Si acclarava che effettivamente – affermano gli inquirenti – la dipendente, utilizzando abusivamente la password di accesso a ella assegnata, accedeva attraverso la modalità “visualizzazione” al fascicolo».

Il fascicolo era relativo all’ordinanza firmata dal gip Piccirillo, a carico dei 90 indagati, su richiesta del pm Marco Del Gaudio. Era il 15 gennaio 2014: l’esecuzione dell’ordinanza è datata 8 giorni dopo. «Emerge incontrovertibile – si legge nelle carte – la attribuibilità della condotta alla indagata Panico univocamente individuata da un lato dalle intercettazioni telefoniche che la collegavano all’omonimo cugino del Pengue (il marito, non indagato, ndr), dall’altro alla luce della verifica amministrativa che ha consentito di individuare l’accesso avvenuto per l’esclusivo fine di verificare l’elenco dei soggetti raggiunti da misura». Per questa vicenda, Pengue è accusato di essere l’istigatore della dipendente pubblica. Dall’ascolto della sua conversazione «risulta che inizialmente la Panico aveva rassicurato il Pengue circa la assenza del suo nome tra quelli destinatari della misura e solo successivamente su sua esplicita richiesta (di cui non vi è adeguata conferma della provenienza dal Muscerino o da altri) aveva provveduto ad estendere la violazione del segreto riferendo anche degli altri componenti del gruppo».

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giovedì, 27 giugno 2019 - 14:27
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