Eutanasia, i parlamentari fanno melina
Sit-in dell’associazione Coscioni: «Testo base? Se ne parla (forse) dopo l’estate»

Marco Cappato

Neanche la nuova scadenza del 15 luglio sarà rispettata. Il tema del ‘fine vita’ scotta e il Governo non sembra avere intenzione di affrontarlo, benché un anno fa la Consulta abbia ordinato al Parlamento di legiferare sopratutto sul punto dell’aiuto al suicidio che presenta, a dire della Corte Costituzionale, dei vuoti normativi importanti.

A denunciare l’ennesimo rinvio nella stesura del testo base, che è condizione necessaria per l’apertura di una discussione in Aula alla Camera, è l’associazione ‘Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica’, che per protesta avverso questa melina dei politici ha deciso di scendere in piazza. Giovedì mattina ci saranno due sit-in per sollecitare un incontro con il leader del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio e con il segretario del Pd Nicola Zingaretti: il tesoriere dell’associazione Marco Cappato e la co-presidente Mina Welby saranno davanti alla sede romana del Pd e alle 12.30 davanti al ministero del Lavoro. L’associazione in particolare contesta «Il comportamento tenuto dai loro gruppi parlamentari – spiegano i responsabili dell’associazione in una nota – che non hanno mai voluto discutere in Aula, nonostante insieme abbiano la maggioranza potenziale, per far passare un provvedimento all’interno delle commissioni». «Dopo aver fissato la data del 24 giugno, poi rinviata al 15 luglio, ora i partiti hanno rinviato nuovamente sulle scelte di fine vita: non se ne riparla prima di settembre, nella evidente speranza che sia.. troppo tardi».

Il riferimento è al fatto che la Corte Costituzionale aveva dato un anno di tempo al Parlamento per affrontare la questione. E il tempo a disposizione è ormai agli sgoccioli. «Sono trascorsi oltre 9 mesi degli 11 a disposizione. Non avendo il coraggio di decidere, il Parlamento si è nascosto dietro alle audizioni in commissione congiunta Giustizia e Affari sociali, rinviando il tutto a dopo le vacanze estive, a ridosso della Corte costituzionale. Chissà che magari poi qualcuno a settembre avrà pure il coraggio di dire che è sbagliato che siano i giudici a decidere», ha commentato Filomena Gallo, segretario dell’associazione.

Infine, un annuncio: «Il 14 settembre, a 6 anni dal deposito della proposta di legge di iniziativa popolare, convocheremo una manifestazione nazionale per vivere liberi fino alla fine, per richiamare il Parlamento alle proprie responsabilità».

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martedì, 2 luglio 2019 - 14:45
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