Appalti in cambio di voti: partito il processo ad Antropoli, l’associazione Caponnetto parte civile

Tribunale Giustizia
di amministrazione

L’associazione nazionale contro le mafie, ‘Antonino Caponnetto’ si è costituita parte civile nel processo, cominciato questa mattina, dinanzi alla Corte di Assise di Santa Maria Capua Vetere, in pronvicia di Caserta, (presidente Giovanna Napolitano, il pubblico ministero  della Distrettuale Antimafia di Napoli, Maurizio Giordano) che vede sotto accusa l’ex sindaco di Capua (Caserta) Carmine Antropoli, arrestato a febbraio di quest’anno (agli arresti domiciliari a Rivisondoli). Il noto chirurgo dell’ospedale Cardarelli di Napoli, secondo le accuse avrebbe stretto un patto con il clan dei Casalesi, soprattutto con la fazione guidata dal boss Michele Zagaria, attraverso l’imprenditore Francesco Zagaria (non è parente del boss) per avere sostegno elettorale, dando in cambio appalti.

L’imprenditore  Zagaria risponde,  secondo le accuse di alcuni collaboratori di giustizia anche di concorso nel duplice omicidio di Sebastiano Caterino e di Umberto De Falco, commesso a Santa Maria Capua Vetere il 31 ottobre 2003. Questa mattina, proprio in relazione al duplice delitto si sono costituiti parte civile nel processo: la famiglia De Falco e Caterino, la vedova Viviani, con l’avvocato Antonio Mirra e l’associazione Caponnetto (parte civile sia per l’associazione camorristica e sia per il delitto). Nella prossima udienza di lunedì 8 luglio saranno ascoltati i collaboratori di giustizia: Michele Barone, Attilio Pellegrino, Benito Natale e Giuseppe Misso.

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mercoledì, 3 luglio 2019 - 15:01
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