False polizze assicurative vendute su siti truffa: oscurati 222 portali web

di Tina Raucci

La truffa agli automobilisti per la sottoscrizione delle polizze assicurative corre sul web. Ben 222 siti internet sono stati oscurati nell’ambito di un’inchiesta della procura di Milano che ha visto cinque persone iscritte nel registro degli indagati. Dalle indagini è emerso che 50 siti avessero sede in Italia, con domini forniti da piattaforme comuni come Aruba e Serverplan, mentre altri 55 siti all’estero, soprattutto in Olanda e Stati Uniti. Per attirare gli utenti i nomi dei domini erano simili a quelli di note e ufficiali compagnie assicurative: ad esempio, prima dell’oscuramento, era possibile navigare sul sito Axo, assai simile alla vera Axa. Per far sì che la frode andasse in porto, invece, era stata attivata un’apposita assistenza telefonica: una voce forniva tutte le spiegazioni all’automobilista di turno e chiedeva di pagare la polizza tramite Postepay.

Pochi passaggi, spiegati in maniera sicura e professionale dai finti assicuratori, affinché almeno un migliaio di clienti in pochi mesi cadesse nella ‘rete’. Gli inquirenti sinora hanno stimato introiti illeciti per oltre 700mila euro. Venivano inoltre utilizzati in maniera indebita i loghi delle più note compagnie assicurative italiane, con l’inserimento del relativo numero Rui (Registro unico degli intermediari assicurativi) contraffatto. Sono state le stesse compagnie assicurative Axa e Directline a segnalare all’Ivass, l’Autorità di Vigilanza sulle assicurazioni, il giro di truffe. La procura di Milano ha già iscritto 5 persone nel registro degli indagati: vengono contestati i reati di truffa aggravata ed esercizio abusivo dell’attività di intermediazione assicurativa.

Proseguono in queste le perquisizioni in tutta Italia e gli interrogatori dei soggetti truffati da parte delle Fiamme Gialle. Gli uomini della Guardia di Finanza, guidati dal tenente colonnello Gianluca Berruti, hanno fatto irruzione anche negli uffici di Google a Milano. Il Nucleo Speciale tutela privacy e frodi tecnologiche ha intimato al colosso di Mountain View di mettere a disposizione tutti i documenti relativi a decine di siti internet pirata che vendevano online le false polizze assicurative. Prioritario è capire perché gli utenti interessati ad acquistare le polizze venissero indirizzati proprio sui falsi portali, molto ben indicizzati dal motore di ricerca.

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mercoledì, 3 luglio 2019 - 19:56
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