Salerno, il procuratore di Napoli Borrelli votato all’unanimità in Commissione per l’incarico di capo della procura

Giuseppe Borrelli
Il procuratore aggiunto di Napoli Giuseppe Borrelli

Il nuovo capo della procura di Salerno sarà il magistrato Giuseppe Borrelli, attualmente procuratore aggiunto a Napoli e coordinatore del pool antimafia che si occupa di Napoli città. La Commissione per gli incarichi direttivi del Consiglio superiore della magistratura ha proposto la sua nomina al plenum all’unanimità. Si tratta della prima decisione sul vertice di una procura che viene presa a Palazzo dei marescialli dopo la bufera che ha investito il Csm proprio sul terreno delle nomine e che ha portato alle dimissioni di quattro consiglieri e all’autosospensione di un quinto togato. Pignatone. Perché la nomina di Borrelli (esponente di Unicost) possa diventare definitiva, servono due passaggi: il parere del ministro della Giustizia e il voto del plenum, da cui non dovrebbero arrivare sorprese vista l’unanimità dei consensi registrata in Commissione. La procura di Salerno era senza guida dal 13 settembre, in seguito al pensionamento di Corrado Lembo.

Magistrato di lungo corso, Borrelli ha indagato per anni come pm della Dda di Napoli sui clan del Nolano e sul clan Cesarano di Pompei. Poi l’incarico di procuratore aggiunto a Catanzaro e il rientro a Napoli come procuratore aggiunto, quando alla guida della procura partenopea c’era Giovanni Colangelo. A Borrelli fu affidato in particolare il coordinamento delle indagini di camorra sull’area casertana. In un periodo più recente Borrelli ha invece assunto il coordinamento delle indagini di camorra sull’area napoletana.

Il nome di Borrelli è saltato fuori anche dall’inchiesta di Perugia sullo scandalo delle toghe. A chiamarlo in causa erano stati, in una conversazione, il pm romano Luca Palamara – al centro dello scandalo – e il pm della Direzione nazionale antimafia Cesare Sirignano. I due ragionavano sul futuro capo della procura di Perugia, incarico per il quale Borrelli aveva presentato domanda. A Palamara, in particolare, occorrerà un procuratore che coltivasse gli esposti che il pm Stefano Fava aveva presentato a Perugia contro l’allora capo della procura di Roma Giuseppe Pignatone e l’aggiunto Paolo Ielo. Nel corso di quella conversazione Sirignano lasciava intendere una disponibilità di Borrelli in tal senso, asserendo di averci parlato. In realtà quando le intercettazioni sono saltate fuori, Giuseppe Borrelli ha presentato a Perugia una denuncia contro Cesare Sirignano per avergli attribuito circostanze e fatti non corrispondenti a verità.

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giovedì, 11 luglio 2019 - 18:26
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