Tra nostalgia del passato e voglia di ripartire, Bassolino si avvicina a Palazzo San Giacomo e lancia un messaggio al Pd

Antonio Bassolino
di Tina Raucci

Parlando del Partito Democratico e della sinistra in generale, talvolta usa il “noi”. Ché, nonostante non abbia più la tessera del partito dal 2017, quella dei ‘dem’ resta pur sempre la sua casa. Quella in cui, benché non lo dica apertamente, spera un giorno di rientrare. E chissà che le elezioni comunali del 2021 non siano l’occasione tanto attesa per ricucire lo strappo consumatosi dopo la guerra interna al Pd per le amministrative del 2016.

All’età di 72 anni, Antonio Bassolino scende di nuovo in campo. E lo fa con un gesto simbolico. La sua storica fondazione Sudd cambia sede e dal corso UmbertoI si trasferisce in via Toledo 210, a un tiro di schioppo da palazzo San Giacomo, la casa comunale dove vorrebbe ritornare. E’ nella nuova location, inaugurata giovedì pomeriggio 11 luglio, che Bassolino getta le basi per un suo possibile ritorno da protagonista nella vita politica della città partenopea. «Napoli ha bisogno di più concretezza, azione, linearità del fare e meno ideologia» afferma, supportando le sue parole con la gestualità che l’ha sempre accompagnato. «In città serve un’esperienza amministrativa come si deve per valorizzarla, potenziarla, migliorarla partendo da dove l’abbiamo spinta»: il riferimento è a quanto fatto durante i suoi due mandati come sindaco di Napoli, amministrando la città dal 1993 al 2000. Bassolino parla alla società civile ma anche agli esponenti politici della sinistra di oggi e di ieri, ex consiglieri comunali o regionali appartenenti alle giunte di Bassolino a Palazzo San Giacomo o Santa Lucia, intervenuti all’inaugurazione della sede; tra i presenti c’è anche Michele Meta, commissario del Pd metropolitano. «Sono qui a titolo personale, ma la sinistra può ripartire unendo le forze e coinvolgendo al proprio interno associazioni, comitati e fondazioni come quella di Bassolino. Ricordiamoci che il nostro oppositore è la destra, non chi fa parte della nostra stessa area», commenta Stefano Buono, segretario dei Verdi a Napoli e consigliere comunale. Bassolino sembra aver le idee chiare, ritenendo che il destino di Napoli non può prescindere dal suo passato politico: «Siamo ancorati al passato, ma è importante la produzione di nuove idee alla luce dell’esperienza per guardare avanti. Se ci si muove senza guardarsi indietro, non si va da nessuna parte. Servono correzione, riflessione, aggiustamenti, coraggio». Il riferimento non è solo alla sua città, ma anche al corso politico dei partiti oggi in campo tra cui il Partito Democratico che, come ricorda Bassolino, «risulta al Mezzogiorno la terza forza politica, dopo Lega e Movimento Cinque Stelle». Ed è proprio rivolgendosi al Pd, che Bassolino – come un padre di famiglia – usa la ‘bacchetta’: «Serve ripartire da un retroterra di visione critica, lo sbaglio è proprio non fermarsi mai a riflettere. Riflettere quando le cose vanno bene e quando le cose vanno male, altrimenti non si capiscono gli errori commessi».

Le ultime vicende politiche dell’esponente napoletano sono state segnate da uno strappo col Partito Democratico, in occasione delle elezioni comunali del 2016. Puntando alla rielezione come primo cittadino, Antonio Bassolino scese in campo nelle primarie del Partito Democratico ritrovandosi a duellare con l’ex pupilla e collega di partito Valeria Valente, che ebbe la meglio alle ‘consultazioni’ ma che poi nella ‘corsa’ a sindaco si piazzò soltanto terza, dietro Gianni Lettieri (candidato centrodestra) e Luigi de Magistris che fu riconfermato alla guida della città. Nel 2017 avvenne poi lo strappo col partito, con la decisione di Bassolino di lasciare il Pd. Oggi Bassolino non si defila dallo scenario politico, ma si appresta a convogliare nella sua fondazione sempre più energie: «I partiti confliggono e devono con confliggere, ma le istituzioni devono collaborare, parlare. Oltre i partiti, anche associazioni e fondazioni. Noi in questo vogliamo collaborare. Partirà a settembre una scuola di formazione politica per le nuove generazioni, la nostra sede è aperta a tutti. Più saremo un luogo aperto, più riusciremo ad entrare in sintonia con tante persone».

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sabato, 13 luglio 2019 - 11:46
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