Carabiniere ucciso a Roma, l’analisi delle tracce ematiche e di impronte nella stanza d’albergo dei due americani

Il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega ucciso a coltellate a Roma mentre era in servizio

L’istanza di scarcerazione presentata al Tribunale del Riesame, la richiesta inoltrata alla procura di consegnare tutti i video che hanno ripreso alcune delle fasi antecedenti all’aggressione ai danni del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso con 11 coltellate, e infine le analisi nella stanza d’albergo, occupata dai due ragazzi americani arrestati per omicidio, allo scopo di verificare se alcune tracce rinvenute in quella stanza siano tracce di sangue.

Nell’attesa che arrivino le risposte ai tanti, troppi, punti interrogativi che ancora incombono sull’operazione che la mattina del 26 luglio scorso ha portato all’omicidio del vicebrigadiere di Somma Vesuviana, le indagini e l’iter giudiziario fanno il loro corso.

Nei giorni scorsi i difensori dei due ragazzi di San Francisco accusati del delitto, e per questa ragione bloccati in prigione, hanno presentato istanza di scarcerazione ai giudici del Tribunale del Riesame di Roma. Contestualmente la difesa ha chiesto alla procura di depositare tutti i video esistenti su quella notte. Video che riguardano le fasi immediatamente precedenti allo ‘scontro’ tra i due ragazzi e i carabinieri Cerciello e Varriale. Sulle fasi della colluttazione che ha poi portato all’omicidio di Cerciello Rega, gli inquirenti hanno sin da subito affermato che non esistono filmati. I filmati invece riguardano la fase del furto del borsello di Sergio Brugiatelli e un altro contatto coi carabinieri. Per la difesa la consegna dei video-integrali è un momento importante per ricostruire cosa è veramente accaduto, considerato che esistono «troppo lacune» e che sino ad oggi è stata operata una ricostruzione «frammentaria» di quella notte.

Per Craig Peters, consulente di Ethan Elder, padre di Finnegan, ad esempio, non sono state ancora date «risposte ad alcune domande che purtroppo riteniamo non vengano poste in questo momento su questa indagine». A lasciare perplessi i legali statunitensi è anche «la mancanza delle immagini dell’accoltellamento sul luogo dell’omicidio del vicebrigadiere, che impedirebbe di fornire al momento un’esatta dinamica su quanto è accaduto».

Sul fronte dell’acquisizione degli elementi di prova, vi è invece da registrare l’esame sui reperti prelevati dopo il sopralluogo di ieri dei carabinieri del Ris, durato oltre cinque ore, nella stanza 109 dell’hotel Le Meridien di via Federico Cesi a Roma in cui alloggiavano e dove sono stati arrestati Finnegan Lee Elder e Christian Gabriel Natale Hjorth. Oggetto di analisi saranno anche alcune tracce ematiche e le impronte digitali presenti nella stanza dove era stato trovato, nascosto nel controsoffitto, il coltello di 18 centimetri utilizzato nel delitto. Le tracce ematiche saranno esaminate anche per rilevare un’eventuale compatibilità con il gruppo sanguigno della vittima. Quanto all’analisi delle impronte, essa sarà un momento importante soprattutto per rilevare o meno la presenza delle impronte di Christian Gabriel Natale Hjorth, il ragazzo che ha avuto una colluttazione con il carabiniere Varriale e che ha spiegato agli inquirenti di non essere stato al corrente del fatto che l’amico Finnegan Lee Elder fosse in possesso di un coltello. Gli inquirenti sono, dunque, alla ricerca dei dettagli che possano, una volta per tutte, fare chiarezza su quanto accaduto quella notte.

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mercoledì, 7 agosto 2019 - 14:50
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