Crisi di Governo, riecco de Magistris: chiama la sinistra e si candida per creare un programma contro Matteo Salvini

Luigi de Magistris
Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris

Lo aveva detto in tempi non sospetti e adesso torna ribadirlo su Facebook. Luigi de Magistris è pronto a candidarsi alle Politiche per sfidare Matteo Salvini. Ma, a differenza dei vecchi annunci nei quali si poneva come leader di un progetto politico alternativo al leader della Lega, oggi il sindaco di Napoli parla al plurale. Usa il ‘noi’, e quasi sembra di sentirlo lanciare, in maniera velata, un messaggio alle forze di centrosinistra impegnate a decidere la strategia in vista del voto anticipato. “Per sconfiggere Salvini e la sua armata – dice de Magistris – devono scendere in campo persone coerenti e credibili e programmi forti, chiari ed attuabili, in grado di unire il Paese, nelle sue differenze”.

Quindi de Magistris suggerisce la strada da percorrersi : “Si deve costruire un fronte popolare democratico di liberazione, una coalizione civica nazionale che possa finalmente puntare, dopo oltre 70 anni, all’attuazione della Costituzione. Questa è la sfida».

Il ruolo che de Magistris immagina per sé in questa nuova compagine è ovviamente quello della prima donna. «Mi sento pronto e molto carico per costruire l’alternativa e sono contento – se la situazione dovesse precipitare nelle prossime settimane – di partire proprio da sindaco di Napoli. La mia città, con le quattro giornate del 1943, fu la prima in Europa a liberarsi dall’occupazione nazifascista con una rivolta popolare. Gli eversori vanno fermati perché la Costituzione si difende costi quel che costi».

De Magistris disegna anche le linee guida del ‘suo’ programma, valorizzando non a caso le parole di uguaglianza e di solidarietà. In cerca di una futura collocazione politica (nel 2021 scade il suo secondo e consecutivo mandato), l’ex pm arancione ha sfruttato le politiche di Salvini in materia di immigrazione per farsi invece portatore della politica dei ‘porti aperti’ e della solidarietà a Carola Rackete. «Salvini si candida ad essere il leader della nuova destra per guidare il Paese. E’ un uomo che ha fiuto, sa comunicare, sa stare tra la gente, ma anche ai tavoli istituzionali. E’ sessista, razzista, violento sul piano politico ed istituzionale, tutt’altro che trasparente, men che mai il nuovo nella politica. Si ispira a Mussolini, chiede poteri speciali, abusa di apparati di Stato per farsi vedere come l’uomo forte al comando, gli piace mostrare i muscoli con i deboli, per poi essere un docile agnellino, un maggiordomo di riguardo per tutti i poteri forti che non ha mai contrastato, anzi ne fa parte a pieno titolo». «Non ha mai fatto nulla per contrastare corruzioni e mafie, nemmeno da ministro dell’Interno. Politicamente, anzi, sdogana truppe di impresentabili – sottolinea – Per sconfiggere Salvini e la sua armata, devono scendere in campo persone coerenti e credibili e programmi forti, chiari ed attuabili, in grado di unire il Paese, nelle sue differenze».

Per de Magistris l’alternativa al modello politico di Salvini non può essere altro che un «programma in grado di unire. Un manifesto per l’attuazione immediata della Costituzione. Ho tutto in testa. E’ venuto il momento di unire l’Italia valorizzando tutte le autonomie – spiega il sindaco di Napoli – Consolidare diritti e libertà individuali. Lottare finalmente contro mafie e corruzioni, la vera emergenza nazionale che questo Governo nasconde. Un Paese che ha le competenze e le eccellenze per coniugare impresa, diritti delle lavoratrici e dei lavoratori ed ambiente. Potenza dello sviluppo mettendo al centro finalmente la persona e la natura. L’Italia dei beni comuni con i fatti e non con le parole. Un Paese che ritrovi armonia, coesione, concordia. Amore contro rancore, odio, violenza. Libertà, uguaglianza e fratellanza. Costruire l’Italia della solidarietà e della giustizia sociale. E’ tutto molto semplice ma anche così difficile. Come le rivoluzioni». «Non possiamo vedere precipitare il Paese nel baratro. Lotteremo, senza sosta, per amore degli ideali in cui crediamo e perché ho giurato da uomo delle istituzioni nella Costituzione nata dalla resistenza al nazifascismo. Con la Costituzione nel cuore e nella testa ho fatto prima il magistrato ed ora il Sindaco di una città mondo. Vinceremo? Non lo so – aggiunge – Ma se non lottiamo abbiamo già perso. E soprattutto non ci va di lasciare, da spettatori, il Paese in mano ad una destra eversiva oppure ad un ceto politico che ha causato la malattia e che ora, strumentalmente, si vuole proporre come medicina. Sono sicuro che metteremo in campo stupende persone, reti, associazioni, comitati, movimenti, energie». «Non posso garantire di non fare errori. Ma come sempre potete essere certi dei nostri valori fondamentali, necessari per coniugare rottura del Sistema e capacità di governo: onestà, autonomia, coraggio, competenza, spirito di squadra, partecipazione dal basso, passione. E’ il momento buono per unire tante belle esperienze disseminate nei territori italiani. Noi ce la metteremo tutta – conclude – Finora abbiamo sempre vinto. Questa, forse, è la sfida più grande. Nei momenti decisivi si deve scegliere dove andare. Ho sempre scelto le sfide che sembravano impossibili. Questa vale la pena viverla. E sento anche che alla fine vinceremo».

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lunedì, 12 agosto 2019 - 16:24
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