Camorra, ucciso perché chiedeva il pizzo senza il placet del clan: rito abbreviato per 6 uomini dei Pesce-Marfella

Bossolo

Quello sull’omicidio di Francesco Balestrieri sarà un processo lampo. I sei imputati destinatari, un mese fa, dell’avviso di giudizio immediato hanno scelto di essere giudicati con la modalità del rito abbreviato, formula che prevede lo sconto di un terzo della pena salvo diverse determinazioni del giudice.

Si va in aula, dunque, il prossimo mese: il processo è incardinato dinanzi al giudice per le indagini preliminari Linda Comella del Tribunale di Napoli. Sul banco degli imputati ci saranno il boss Salvatore Marfella, il boss pentito Pasquale Pesce, Giuseppe Foglia, Emanuele Bracale, Antonio Campagna e Lorenzo Carillo. Tutti devono rispondere di omicidio con le aggravanti della premeditazione, dell’uso illegale di armi e della matrice camorristica. L’agguato si consumò il 10 aprile del 2014 a Pianura, quartiere alla periferia occidentale di Napoli.

L’inchiesta poggia sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, a cominciare da Pasquale Pesce, sulla scorta delle quali la procura ha definito i ruoli che ciascun imputati avrebbe avuto nel delitto. se Marfella e Pesce vengono indagati come mandanti, Giuseppe Foglia, Emanuele Bracale e Antonio Campagna, detto Sasa’, invece sono ritenuti i componenti del gruppo di fuoco. Balestrieri fu ucciso perché s’era messo a chiedere il pizzo ai commercianti nella zona di Pianura senza l’autorizzazione del clan Marfella. I killer gli scaricarono contro undici colpi di pistola.

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giovedì, 12 settembre 2019 - 14:59
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