Giustizia, chi sono i due sottosegretari che affiancheranno Bonafede: la riconferma Ferraresi e il giurista Giorgis


Uno è docente di Diritto Costituzionale all’Università di Torino, l’altro è laureato in Giurisprudenza. Andrea Giorgis e Vittorio Ferraresi sono i due sottosegretari alla Giustizia. Sono gli uomini che dovranno coadiuvare il Guardasigilli Alfonso Bonafede.

Cinquantaquattro anni, nato a Torino, Giorgis è professore ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Torino ma anche una lunga esperienza politica alle spalle. Dal 1997 al 2011 è stato consigliere comunale nel capoluogo piemontese; durante l’amministrazione Chiamparino ha ricoperto l’incarico di presidente del gruppo consiliare dell’Ulivo e poi del Pd. Giorgis ha fatto parte anche della segreteria nazionale Dem e ha avuto l’incarico di responsabile delle “Riforme istituzionali”. Nel febbraio del 2013 è stato eletto deputato e ha fatto parte della Commissione Affari Costituzionali, del Comitato per la legislazione e della Giunta per il Regolamento di Montecitorio. Andrea Giorgis è uno dei dieci deputati del Pd sostituiti da Renzi in commissione Affari Costituzionali in quanto considerati dissidenti perché contrari alla legge elettorale conosciuta come ‘Italicum’. Insieme a Giorgis, tra gli altri, furono ‘allontanati’ Pier Luigi Bersani, Gianni Cuperlo e Rosy Bindi. Anche nel referendum confermativo del 2016 sul progetto di riforma costituzionale Renzi-Boschi, Giorgis votò per il No.

Vittorio Ferraresi ha 31 anni e viene dall’Emilia Romagna. La sua, in realtà, è una riconferma come sottosegretario alla Giustizia, visto che ha ricoperto l’incarico anche nel governo gialloverde. Diplomato in Scienze della Formazione, ha conseguito la Laurea Magistrale in Giurisprudenza a Ferrara con una tesi in diritto processuale penale riguardante le tecniche d’indagine nei reati ambientali. Alle elezioni politiche del 2013 è stato eletto deputato nella circoscrizione XI Emilia Romagna per il MoVimento Cinque Stelle. Oltre ad essere componente e capogruppo del M5s nella commissione Giustizia della Camera, è stato componente della Giunta per le autorizzazioni e del Comitato parlamentare per i procedimenti di accusa dal febbraio 2016. In commissione Giustizia è stato relatore di minoranza su omicidio stradale, riforma Orlando del processo penale, bullismo e cyberbullismo e introduzione del reato di tortura. E’ primo firmatario di proposte di legge riguardanti la legalizzazione della cannabis, le violenze contro gli animali, la riconversione di ex-zuccherifici in centrali a biomasse, le modifiche al codice di procedura penale in materia di intercettazioni telefoniche e di disciplina delle videoriprese, le modifiche al codice penale, concernenti l’aggravamento delle pene per i reati di violenza sessuale. Alle elezioni politiche del 2018 è stato rieletto nel collegio di Modena e Ferrara. Dall’11 aprile 2018 è membro della commissione speciale per l’esame di atti del governo di cui è segretario e dal 12 giugno del 2018 è sottosegretario alla Giustizia.

Giorgis e Ferraris sono attesi alla prova della riforma della Giustizia che, come annunciato l’altro ieri sera dal ministro Bonafede, sarà pronta a stretto giro. «Adesso che la squadra è completa siamo pronti a partire a pieno ritmo. Ci sono tutti i presupposti per fare un ottimo lavoro di squadra. I cittadini hanno diritto a una Giustizia equa, celere ed efficiente: lavoreremo per raggiungere questo obiettivo», ha ribadito anche ieri Bonafede in un post su Facebook non appena sono state rese note le nome di sottosegretari e vice.ministri.

«Come ho già detto in seguito alla conferma nel ruolo di ministro della Giustizia, se la prima volta è stato un atto di fiducia nei miei confronti, questa volta è il riconoscimento del lavoro fatto in quattordici mesi da tutta la squadra che mi ha affiancato – ha aggiunto il Guardasigilli – La conferma di Ferraresi è un ulteriore segnale in questa direzione». Quanto ad Andrea Giorgis, Alfonso Bonafede l’ha chiamato «per congratularmi con lui e fargli i migliori auguri di buon lavoro: lo attendiamo al ministero per affrontare insieme le ambiziose sfide che ci aspettano».

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sabato, 14 settembre 2019 - 21:07
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