Renzi lascia il Pd e si mette in proprio: il ‘salto’ dopo avere spinto il Pd ad allearsi coi grillini scongiurando il voto subito

Matteo Renzi
Il Primo Ministro italiano Matteo Renzi visita nel Teatro San Nazzaro Prime Minister of Italy Matteo Renzi visit in Theater San Nazzaro

Gli appelli di Nicola Zingaretti e Dario Franceschini a non spaccare il Pd non sono serviti a nulla. Matteo Renzi fa il grande passo, quello che ci si attendeva da mesi, e si mette in proprio. L’annuncio ufficiale ci sarà domani ma poco dopo le dieci di questa sera è arrivata la notizia della telefonata con la quale Renzi ha anticipato al premier Giuseppe Conte la sua fuoriuscita dai ‘dem’. Per il Governo, in termini di numeri, nulla cambia: Renzi ha assicurato il sostegno ‘convinto’ a questo esecutivo giallorosso, che peraltro senza di lui non si sarebbe mai formato, garantendo dunque appoggio durante le votazioni alla Camera e al Senato.

Renzi, dunque, va per la sua strada. E non è un salto nel vuoto. L’ex leader del Pd prima ha dato il via libera all’accordo coi Cinque Stelle, costringendo Nicola Zingaretti a rimangiarsi l’iniziale intento di andare al voto. Quindi si è assicurato la formazione di un nuovo governo che scongiurasse elezioni subito e infine si è scisso, guadagnandosi il tempo necessario per riempire di forma e sostanza un nuovo soggetto da lanciare, quando sarà, alle prossime elezioni. Cosa che non sarebbe stato possibile con il ritorno immediato alle urne: un eventuale nuovo partito non avrebbe avuto il tempo di attecchire nell’opinione pubblica. Invece ora Renzi avrà il giusto spazio per plasmare la sua creatura.

Una creatura che, inevitabilmente, finirà con il sottrarre voti al Pd considerato che Renzi porterà con sé molti senatori e deputati, e quindi anche il loro bacino di consensi. A seguirlo dovrebbero essere una ventina di deputati e una decina di senatori.

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lunedì, 16 Settembre 2019 - 23:42
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