Napoli, estorsione alla pizzeria Di Matteo: condannati quattro esponenti dei Sibillo

Colpi di arma da fuoco contro la pizzeria del centro storico Di Matteo a via dei Tribunali (foto Kontrolab)
di Roberta Miele

«Spremuti come limoni». La storica pizzeria Di Matteo in via Tribunali, a Napoli, dal 2011 ha pagato il pizzo al clan Sibillo. Un «regalo ai carcerati» dal valore di 100 euro a settimana, che, nel 2017, è diventato di 2500 euro a Pasqua, Ferragosto e Natale, ed ha raggiunto il picco di 5mila euro nel 2018. E poi ancora, pizze ordinate a domicilio e non pagate, o pagate meno del dovuto, come hanno raccontato i responsabili dell’attività: «A volte dicono che passeranno a pagare ma non lo fanno». Questo fino al 4 marzo scorso, quando sono scattati gli arresti.

Ieri è arrivata la sentenza a firma del gip del tribunale di Napoli Tommaso Perrella. Per il reato di estorsione continuata e aggravata per matrice camorristica sia per metodo sia per avere agito in nome e per conto del clan Sibillo, sono stati condannati in primo grado quattro esponenti della banda. Il processo si è definito con la modalità del rito abbreviato, formula che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena.

Dieci anni di reclusione sono stati sentenziati sia per Giovanni Ingenito (24 anni, cugino dei Sibillo) che Giovanni Matteo (25 anni). Per il primo, il pm Urbano Mozzillo aveva chiesto una condanna a 13 anni di carcere, per Matteo, invece, erano stati proposti 12 anni e 6 mesi. Condanna a 8 anni di reclusione Giosuè Napoletano, per il quale erano stati chiesti 10 anni. Vincenzo Sibillo (padre del boss detenuto Pasquale e del baby boss Emanuele, morto ammazzato il 2 luglio del 2015 in via Oronzio Costa nella faida con i Buonerba) è stato condannato a 7 anni di carcere, a fronte dei 10 chiesti dalla procura.

Soddisfatto l’assessore all’Avvocatura del Comune di Napoli Monica Buonanno. «L’Amministrazione – spiega – costituitasi parte civile in sede dibattimentale insieme ad alcune associazioni di categoria, sottolinea come sia necessario denunciare ogni fenomeno estorsivo e di prevaricazione». Il plauso del comune va «ai commercianti capaci di denunciare come alle autorità investigative altrettanto capaci a loro volta di verificare in tempi rapidi episodi criminosi e di monitorare costantemente le velleità delinquenziali», conclude l’esponente della giunta comunale.

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mercoledì, 18 settembre 2019 - 13:39
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