Alcol test, più tutele per gli automobilisti: la Cassazione impone ai pm di provare il corretto funzionamento dell’etilometro


Qualora l’alcol test effettuato ad un automobilista risulti positivi, deve essere «onere della pubblica accusa fornire la prova del regolare funzionamento dell’etilometro, della sua omologazione e della sua sottoposizione a revisione». E’ quanto precisano i giudici della Corte di Cassazione nelle motivazioni della sentenza con le quali è stata annullata con rinvio la condanna stabilita dai giudici della Corte d’Appello di Milano nei confronti di un 59enne. Un assunto importante perché, come sottolineato dagli stessi giudici di Piazza Cavour, va a «modificare il tradizionale orientamento fin qui seguito».

L’imputato era stato condannato a 4 mesi di arresto e mille euro di multa per il reato di guida in stato di ebrezza: il processo di primo grado si concluse dinanzi al gip del Tribunale di Pavia con le modalità del rito abbreviato e fu poi confermata in Appello. Ma per gli ermellini il processo di secondo grado è da rifare. La difesa dell’imputato, nel suo ricorso, aveva sottolineato che l’etilometro utilizzato per il test risultava solo omologato e non sottoposto alla revisione periodica prescritta dalla legge.

Un rilievo che la Corte di Cassazione ha accolto anche sulla base di una sentenza della Corte Costituzionale relativa alle apparecchiature autovelox e al loro corretto funzionamento: nella sentenza depositata giovedì si osserva che «la giurisprudenza finora ha privilegiato le esigenze di tutela della sicurezza stradale, a fronte dell’interesse dell’imputato a ottenere tutela in presenza di accertamenti automatici effettuati da apparecchi quali gli autovelox o gli etilometri, dei quali spesso le amministrazioni non sono in grado di dimostrare l’aggiornata taratura della funzionalità».

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sabato, 21 settembre 2019 - 13:36
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