Elezioni Csm, ecco i 2 nuovi consiglieri: stravince D’Amato, Di Matteo la spunta su De Falco. Area a bocca asciutta | I voti

Csm
di Manuela Galletta

L’uno è balzato in testa, nettamente, a metà scrutinio, l’altro si è giocato il match con un candidato di tutto rispetto. Antonio D’Amato, procuratore aggiunto a Santa Maria Capua Vetere, e Nino Di Matteo, ex pm al processo sulla trattativa Stato-Mafia e oggi in Direzionale nazionale antimafia, sono i due nuovi consiglieri togati del Csm in rappresentanza dei pubblici ministeri. Lo ha deciso la platea dei 6799 magistrati (sugli oltre 9mila aventi diritto) che tra domenica e lunedì si è recata alle urne in queste elezioni suppletive indette per sostituire i consiglieri Antonio Lepre e Luigi Spina, dimessisi a seguito del loro coinvolgimento (in maniera diversa) nello scandalo di agosto sul tentativo di ingerenza in alcune nomine dei capi di procura. Le schede bianche sono state 301.

Le elezioni suppletive sono state necessarie perché, in occasione delle elezioni dell’intero Csm avvenute un anno fa, per i 4 posti in rappresentanza dei pm si presentarono solo 4 candidati, cosicché non c’erano primi eletti che potessero subentrare in maniera automatica. Proprio questa circostanza aveva spinto l’Associazione nazionale magistrati, guidata da Luca Poniz (Area), ad invitare i magistrati a mettersi in gioco e a partecipare nel maggiore numero possibile. Cosa che è accaduta. In campo sono scesi 16 candidati, quasi tutti propostitisi come indipendenti e quasi tutti senza appartenenza alle correnti. Solo gli appartenenti ad Area, ad eccezione di Paola Cameran (sostituto procuratore generale a Venezia) che pure è iscritta alla corrente progressista, hanno rivendicato – durante la presentazione in diretta streaming del 15 settembre scorso – la loro discesa in campo come rappresentanti di una corrente (stiamo parlando di Fabrizio Vanorio, pm antimafia a Napoli, e Anna Canepa, in forza alla Direzione nazionale antimafia). Finanche Antonio D’Amato, che è iscritto a Magistratura indipendente dal 1988, ha posto la sua candidatura come «autonoma, non calata dall’alto e non imposta dal mio gruppo».

D’Amato, che aveva incentrato tutta la sua presentazione e il suo programma sulla necessità di intervenire in maniera ancora più efficace (rispetto al passato) sull’organizzazione degli uffici giudiziari, ha ottenuto 1460 preferenze. Un successo per lui e per Magistratura indipendente, la corrente più penalizzata dallo scandalo e soprattutto dalla posizione di ‘censura’ sull’epurazione di tutti i consiglieri lambiti dal terremoto agostano assunta da Area e da Unicost (colpita duramente dallo scandalo). Mi, in totale rottura con le altre anime della magistratura, si è infatti ritrovata anche fuori dal ‘parlamentino’ dell’Associazione nazionale magistrati.

Nino Di Matteo, il nome più atteso ma anche quello mediaticamente più noto all’opinione pubblica, è arrivato secondo con 1164 preferenze: aveva incentrato la sua presentazione sulla degenerazione delle correnti, paragonando il «metodo» della spartizione degli incarichi attraverso l’influenza delle correnti alla «mentalità del metodo mafioso». Il pm siciliano, sul quale ha punto ‘Autonomia & Indipendenza’ di Piercamillo Davigo, è stato ‘inseguito’ sino a più della metà delle schede scrutinate dal pm antimafia di Napoli Francesco De Falco, che è sceso in campo per la prima volta senza essere iscritto a correnti né avere mai fatto vita associativa: a suo favore hanno votato 950 magistrati.

Staccati di molto gli altri candidati, inclusi gli uomini schierati da Area che – tra la platea dei restanti candidati – sono riusciti a piazzarsi meglio. Subito dietro le spalle del pm De Falco, troviamo infatti il pm antimafia di Napoli Fabrizio Vanorio e a seguire Anna Canepa, della Dna: tra loro c’è stato un testa a testa sino alla fine dello scrutinio; ha prevalso Vanorio con 615 voti contro i 584 Canepa. Guardando i risultati conseguiti da Vanorio e Canepa, è facile capire che a penalizzare ‘Area’ sia stata la strategia di avere portato due candidati forti (oltre ad alcuni indipendenti che però orbitano nella corrente) che hanno inevitabilmente comportato una dispersione di voti. Al sesto posto si piazza Tiziana Siciliano, il procuratore aggiunto di Milano, il cui nome – mediatamente parlando – è legato ai casi Ruby ter e Dj Fabo (parlando delle drammatiche condizioni di Fabiano, disse: «Viene da chiedersi se questo è un uomo»): ha raggiunto 413 voti. Poco più di 300 voti per Paola Cameran (che ha corso da indipendente ma è iscritta ad Area), mentre tutti gli altri non hanno superato la soglia delle 200 preferenze.

Non hanno convinto, invece, i veri outsider di questa competizione: Francesco De Tommasi, pm a Milano e con un passato da pm a Torre Annunziata, e Anna Chiara Fasano, pm a Nocera Inferiore: i due magistrati, tra i più giovani in termini di età e di esperienza professionale, sono quelli che hanno usato i toni più duri e ruvidi contro le correnti, accusandole in maniera frontale di controllare ogni aspetto della carriera di un magistrato. Fasano si è fermata a 51 preferenze, mentre De Tommasi ha raggiunto quota 79 voti.

Cosa cambia, adesso, nei rapporti di forza delle correnti al Csm? Quando poco più di un anno fa il Csm si è insediato, i gruppi più consistenti numericamente, con 5 consiglieri ciascuno, erano quelli di Magistratura Indipendente e Unicost, che con lo scandalo di agosto si sono dimezzati: Magistratura Indipendente, che rappresenta i giudici più a destra, è rimasta con tre soli consiglieri (incluso D’Amato). Unicost, che viene considerato il gruppo di centro della magistratura, con 3. Mentre ‘Autonomia & Indipendenza’, la corrente che ha tra i suoi fondatori Piercamillo Davigo – uscito trionfatore alle elezioni di un anno fa con oltre 2500 preferenze – ha più che raddoppiato la sua rappresentanza: nelle elezioni di un anno fa sono entrati al Csm Davigo e Sebastiano Ardita, ai quali nelle scorse settimane si sono aggiunti Ilaria Pepe e Giuseppe Marra (subentrati a due consiglieri, in quota giudici, dimessisi in seguito allo scandalo di agosto) e ieri l’indipendente Nino Di Matteo. Con i suoi 5 consiglieri ‘A&I’ è il gruppo di maggioranza. Area, espressione delle toghe progressiste, è l’unica compagine a essere rimasta stabile con quattro togati.

I VOTI DEI 16 CANDIDATI

Anna Canepa (Area), sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione nazionale antimafia di Roma | 584 voti

Paola Cameran (iscritta ad Area ma si definisce ‘candidata di strada’), sostituto procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Venezia | 351 voti

Alessandro Crini (indipendente), procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Pisa | 105 voti

Antonio D’Amato (Magistratura indipendente), procuratore aggiunto presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere | 1460

Francesco De Falco (indipendente), sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione distrettuale antimafia di Napoli | 950 voti

Francesco Vittorio Natale De Tommasi (indipendente), sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano |79 voti

Antonino Di Matteo (indipendente), sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione nazionale antimafia di Roma | 1164 voti

Grazie Eredde (indipendente), sostituto procuratore della Repubblica presso lil Tribunale di Bari | 134 voti

Anna Chiara Fasano (indipendente), sostituto procuratore presso il Tribunale di Nocera Inferiore | 50 voti

Andrea Laurino (indipendente), sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ancona | 51 voti

Lorenzo Lerario (indipendente), sostituto procuratore generale della Repubblica presso la Corte di Appello di Bari | 25 voti

Simona Maisto (indipendente), sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma | 163 voti

Gabriele Mazzotta (indipendente), procuratore aggiunto presso il Tribunale di Firenze | 151 voti

Alessandro Milita (indipendente), procuratore aggiunto presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere | 146 voti

Tiziana Siciliano (indipendente), procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Milano | 413 voti

Fabrizio Vanorio (Area), sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione distrettuale antimafia di Napoli | 615 voti

mercoledì, 9 ottobre 2019 - 14:07
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