In un video l’attacco alla sinagoga di Halle Il padre dell’attentatore: «Era chiuso, in guerra con il mondo e litigava sempre»

Halle

La comunità internazionale è ancora scossa, la città di Halle (una delle più importanti della Sassonia a est del Paese) è sotto choc, tante persone si sono riunite per una veglia di preghiera per le vittime nei pressi della sinagoga sotto attacco ieri. Continuano ad arrivare dettagli e informazioni sul tentativo di attacco alla sinagoga che ieri ha causato la morte di due persone. Se da un lato i leader internazionali continuano a manifestare la loro rabbia, dall’altro la gente comune cerca ancora di capire cosa sia successo. Ieri sul portale Twitch è apparso un video (in seguito rimosso) che mostrava quello che è accaduto. Un filmato che è stato visualizzato 2.200 volte. L’obiettivo del giovane neonazista era di mettere in atto una strage nel giorno di Yom Kippur, la principale festività ebraica. Proprio come il suprematista della strage di Christchurch, in Nuova Zelanda, l’assalto è stato filmato e trasmesso in diretta per 35 minuti sulla piattaforma videoludica Twitch. Nel filmato, parlando in inglese, l’uomo nega l’Olocausto e definisce gli ebrei «la causa di tutti i problemi». Il neonazista è stato arrestato, ma le autorità locali continuano a raccomandare di stare attenti. Non escludono, infatti, che ci possano essere altri attenatori.

Il profilo dell’attentatore

Dava sempre la colpa agli altri, non aveva amici, stava spesso davanti al computer, era chiuso anche con i parenti più stretti e aveva avuto problemi di salute: così il padre descrive l’attentatore anti-semita di Halle come riporta il sito del quotidiano Bild. «Non era mai in pace nè con sé nè col mondo, dava sempre la colpa agli altri», ha raccontato il padre di Stephan Balliet che un giornalista del quotidiano ha incontrato e filmato a Benndorf. «Il ragazzo era sempre online», ha riferito ancora l’uomo rievocando che «si litigava sempre, la mia opinione non contava. Non riuscivo più a entrare in contatto con lui». Balliet è nato ad Eisleben, sempre in Sassonia-Anhalt, e abitava con sua madre a Helbra, a soli 14 chilometri da Halle, riferisce ancora Bild. I genitori si erano separati e il giovane si era diplomato, aveva studiato chimica per due semestri ma poi aveva dovuto interrompere per «una grave operazione allo stomaco».

Le fasi della fuga

Dopo l’attacco antisemita di Halle, verso le 12 di ieri, l’attentatore Stephan Balliet è fuggito in direzione sud-est con un’auto a noleggio con la quale era arrivato a Wiedersdorf, ha ferito un dipendente di un’officina, ha rubato un taxi ed è fuggito in direzione dell’autostrada A9. E’ quanto emerge da una ricostruzione fornita dal sito del quotidiano tedesco Bild spiegando, con l’ausilio di una cartina, diverse informazioni circolate ieri. Su questa arteria ci sono stati «spari e un intervento della polizia» ma è solo dopo uno svincolo che immette nella strada B91 a nord di Zeltz (e a sud di Weissenfels, altra località citata ieri) che Balliet va a sbattere contro un camion presso un cantiere di lavori stradali e «dopo viene arrestato».

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giovedì, 10 ottobre 2019 - 10:28
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