Penalisti, la sfida sulla comunicazione: «Insegnare già alle elementari i principi della Costituzione e andare tra la gente»

Congresso straordinario dei Penalisti a Taormina (foto avv. Giorgio Varano, addetto alla comunicazione dell'Ucpi)

Ripartire dalla gente e, perché no, farsi promotori di iniziative volte all’insegnamento dei principi essenziali della Costituzionali già nelle scuole elementari e medie.

La necessità di aprire il dibattito e la conoscenza dei temi di giustizia all’opinione pubblica emerge con forza dagli interventi di numerosi presidente delle Camere penali locali che si susseguono sul palco del Congresso straordinario dell’Ucpi a Taormina. L’avvocato Vincenzo Comi, vicepresidente dei penalisti di Roma, spiega che «abbiamo il dovere di esportare la nostra cultura dei diritti in mezzo alla gente» perché è alla gente che «il legislatore trasmette i messaggi populisti».

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«Dobbiamo andare in mezzo alla gente, a livello locale, lavorare territorialmente attraverso le camere penali che devono diventare il volano delle nostre rivendicazioni. Dobbiamo creare occasioni di incontro con la gente, informare con un linguaggio comprensibile», conclude Comi.

Sulla stessa scia Filippo Marciante (presidente della Camera penale di Sciacca), che apre alla possibilità di marcare la presenza nelle scuole: «Proviamo a spiegare che il rispetto del diritto non passa attraverso le bufale».

Felice Belluomo, presidente della Camera penale di Napoli Nord, annuncia che la sua giunta porterà avanti «un minispot» e «uscirà tra la gente» perché è prioritario «spostare il campo sul momento della comunicazione». «Il nostro contributo – conclude – è continuare questa battaglia attraverso una comunicazione intellegibile».

E Daniele Caprara, presidente della Camera penale de La Spezia, lancia la proposta di «educare le nuove generazioni al rispetto dei principi costituzionali» già «a partire dalle scuole medie ed elementari».

Una linea condivisa dal giurista Domenico Pulitanò dell’Università Milano Bicocca: «C’è l’esigenza di parlare con la gente comune, spiegare le forzature della propaganda populista. C’è l’esigenza di spiegare a gente che ha paura e chiede sicurezza che la propaganda populista è un imbroglio».

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sabato, 19 ottobre 2019 - 16:10
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