Avvocato accoltellata nel suo studio, un uomo ripreso dalle telecamere: la polizia diffonde il video per identificarlo

Secondo una nota della Questura di Milano, l'uomo è un possibile testimone dell'aggressione all'avvocato Paola Marioni

Un uomo un po’ avanti con gli anni potrebbe consentire agli inquirenti di dare una svolta all’inchiesta sul tentato omicidio dell’avvocato civilista Paola Marioni, aggredita nel suo studio a Milano il 20 luglio del 2017. Sono le telecamere di sorveglianza installate nella strada dove insiste lo studio legale dell’avvocato a rilevare la presenza dell’uomo intorno alle 18.45. La Questura ha isolato i fotogrammi e ha deciso di divulgarli nella speranza che l’uomo, definito dai poliziotti «un possibile testimone», si riconosca o che qualcuno lo riconosca e si faccia avanti. L’uomo – come si nota dal fotogramma che abbiamo pubblicato in linea con l’indicazione divulgativa della Questura di Milano – indossa un cappello grigio calato in testa, occhiali da vista, maglietta scura e pantaloni bianchi, scarpe sportive e uno zaino blu. Cammina da corso di Porta Romana verso via Sito dei Pellegrini. «Si rappresenta l’importanza di identificare la persona ripresa che potrebbe essere a conoscenza di elementi ritenuti utili per le indagini in corso, essendo sicuramente transitata nei pressi del luogo del fatto – scrive la questura in un comunicato -. La polizia di stato informa che eventuali segnalazioni relative a questa circostanza potranno essere comunicate telefonicamente al numero 345.6106426 in uso alla 3^ sezione della Squadra Mobile della Questura di Milano».

Cinquantanove anni, Paola Marioni – specializzata in diritto fallimentare – venne aggredita intorno alle 18.40 del 20 luglio del 207 nel suo studio in via dei Pellegrini, in zona Porta Romana. Il suo aggressore la colpì con cinque coltellate, i fendenti raggiunsero la donna nella parte sinistra del corpo tra l’addome e la spalla. La donna porta oggi addosso i segni di un’aggressione che ha rischiato di costarle la vita.

L’aggressore aveva chiesto un appuntamento all’avvocato, fingendosi un cliente e presentandosi come ‘De Andreis’. Prima di quel momento l’avvocato non l’aveva mai visto. L’uomo si presentò vestito con giacca blu, camicia bianca, jeans e scarpe da ginnastica blu nuovissime. L’avvocato lo invitò a sedersi, ma lui rimase in piedi. Poi quando lei si diresse verso la scrivania per recuperare il codice civile e la penna se lo ritrovò addosso. Al secondo fendente, l’avvocatessa provò a difendersi e iniziò ad urlare. Gli chiese anche perché lo stesso facendo e lui rispose: «Così anche tu sei sistemata». L’uomo poi scappò portandosi dietro il coltello. All’interno dello studio i poliziotti della Scientifica non hanno trovato impronte digitali. Inoltre l’uomo per fissare l’appuntamento ha chiamato da una cabina telefonica. «Mi ha detto che non aveva mail, che non aveva il cellulare e che mi stava chiamando dalla cartoleria sotto casa sua, perché aveva problemi condominiali. Pensavo che fosse una persona che fosse in difficoltà e dunque ho accettato di riceverlo», spiegò l’avvocato durante un’intervista a “Quarto Grado”.

Nell’immediatezza dei fatti l’avvocato Marioni fornì anche una descrizione dell’aggressore: «Un uomo di circa un metro e ottanta, italiano, calvo, robusto ma non grasso, affabile, ben vestito, con scarpe da tennis, ma anche con uno sguardo di ghiaccio, come sotto l’effetto di stupefacenti». Da questa descrizione ne è scaturito un identikit che fu pure divulgato. Non solo: l’avvocato Marioni disse anche di avere dei sospetti, i poliziotti approfondirono questa pista ma le indagini non hanno prodotto alcun esito.

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martedì, 22 Ottobre 2019 - 16:38
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