Intesa sulla manovra: carcere per evasori, slitta limite a pagamenti in contanti

il consiglio dei ministri

Carcere per gli evasori e stretta sui contanti ma solo dal luglio del 2020. Su questi che erano i principali temi caldi la maggioranza ieri sera ha trovato la quadra. Il vertice sulla manovra convocato a Palazzo Chigi è durato due ore e mezza ma si è concluso con un accordo che almeno per il momento spegne le polemiche ed i contrasti interni. Restano comunque ancora da definire alcuni nodi, come la flat tax e le partite Iva, mentre è stato approvato il decreto per le aree terremotate del centro Italia (Lazio, Umbria, Abruzzo e Marche, colpite dal sisma del 2016 e dove la ricostruzione procede a rilento). Il provvedimento proroga a dicembre 2020 lo stato di emergenza e introduce ulteriori interventi urgenti per l’accelerazione e il completamento delle ricostruzioni in corso nei territori colpiti. Sono stati anche rideterminati gli importi per le località vittime di alcuni gravi eventi atmosferici.

La manovra economica quindi cambia. L’introduzione più importante è il carcere per gli evasori fiscali, fortemente voluta dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e dal Cinque Stelle. E’ scattata infatti  l’intesa sull’inasprimento del carcere per gli evasori e sulla confisca per sproporzione, sul modello di quella che si applica ai mafiosi. Il ministro Alfonso Bonafede ha dunque annunciato che si passerà «da un minimo di 4 anni a un massimo di otto anni» di carcere per i grandi evasori partendo da una «somma evasa di 100mila euro». La stretta entrerà subito nel testo del decreto fiscale ma con la postilla che le nuove norme entreranno in vigore non subito, ma solo dopo il via libera finale al decreto.

Tra le novità introdotte in Manovra arriva anche per il «Superbonus della Befana» fortemente voluto dal premier: come previsto, arriverà a gennaio 2021 ma premierà solo le spese effettuate con carte e bancomat a partire da luglio 2020. Le risorse a disposizione – spiegano da Palazzo Chigi – restano 3 miliardi, che si tradurrebbero in un bonus tra i 300 e i 500 euro per le spese dal parrucchiere e l’estetista, ma anche da meccanico ed elettrauto, elettricista, idraulico, ristorante.

Slittano a luglio 2020 sia l’abbassamento del tetto al contante (che non piace a Italia Viva e a parte del M5S) sia le multe per chi non faccia pagare con Pos, nell’attesa di un accordo sul calo dei costi delle commissioni delle carte di credito.

Leggi anche:
– Mediaworld lo licenzia per il reclamo di un cliente, il tribunale reintegra il dipendente e dispone il risarcimento
– Whirlpool Napoli, i sindacati scendono in piazza: proclamato uno sciopero generale dell’industria e del terziario
– Uccide ex agente di polizia per gelosia, 54enne confessa in provincia di Catanzaro
– Finti avvocati per truffare anziani, due persone in manette nel Napoletano
– «Ucciso perché lasciò la sua amante», chieste quattro condanne: ergastolo per la donna dalla quale si era separato

martedì, 22 ottobre 2019 - 07:56
© RIPRODUZIONE RISERVATA