‘Mafia Capitale’, la Cassazione gela i pm: cancellata l’accusa di 416bis, ma regge la tesi del sodalizio criminale ‘semplice’

Tribunale

Quella messa in piedi da Salvatore Buzzi e Massimo Carminati era un’organizzazione a delinquere capace di infiltrarsi e fare business nella gestione dei centri accoglienza per immigrati, di finanziare cene e campagne elettorali, di raggiungere politici di destra e sinistra. Ma non era un’organizzazione di stampo mafioso.

Pochi minuti prima delle 20.30 di oggi, i giudici della quarta sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Giorgio Fidelbo, hanno preso posizione sul cosiddetto processo ‘Mafia Capitale’: esclusi il reato di associazione di stampo mafioso e l’aggravante della matrice mafiosa ed hanno disposto l’invio degli atti in Appello per una nuova determinazione delle pene. La decisione degli ermellini riporta, dunque, le lancette indietro alla sentenza di primo grado, emessa nel 2017, quando l’accusa di mafia cadde all’esito del dibattimento. I giudici dell’Appello avevano invece recuperato la contestazione ritenendo fondate le argomentazioni della procura.

«Era una storia giuridicamente un po’ forzata, per annullare senza rinvio vuol dire che la Cassazione l’ha ritenuta giuridicamente insostenibile», ha commentato l’avvocato di Massimo Carminati, Cesare Placanica. Ad attendere la sentenza c’era anche il sindaco Virginia Raggi, che ha commentato con amarezza la decisione della Cassazione: «Questa sentenza conferma comunque il sodalizio criminale. E’ stata scritta una pagina molto buia della storia della nostra città. Lavoriamo insieme ai romani per risorgere dalle macerie che ci hanno lasciato, seguendo un percorso di legalità e di rispetto dei diritti. Ai nostri concittadini dico: ‘andiamo avanti a testa alta’».

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martedì, 22 ottobre 2019 - 20:47
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