Strage delle studentesse in Catalogna, disposto il processo dopo 3 anni di battaglia: tra le vittime 7 italiane

La strage del bus in Catalogna

Per lo schianto del bus in Catalogna in cui persero la vita 13 studentesse, di cui 7 italiane, e rimasero ferite 36 persone ci sarà un processo. Dopo tre anni di braccio di ferro tra l’autorità giudiziaria spagnola e le famiglie delle vittime, dopo tre richieste di archiviazione ed altrettante opposizioni, i giudici della Cote d’Appello di Terragona hanno stabilito che sarà un processo a stabilire se e di chi furono le responsabilità della strage Freginals. L’imputato, accusato di omicidio colposo, è l’autista del Bus, Santiago Rodriguez Jimenez. L’uomo, che risultò negativo ai controlli su tasso alcolemico e droga, ammise in un primo momento di essersi addormentato alla guida, ma poi ritrattò quella dichiarazione. A complicare ulteriormente il quadro si era aggiunta una perizia, che le famiglie hanno atteso per sette mesi, sul sistema frenante del mezzo. Dopo questa lunga attesa il perito della procura di Amposta aveva concluso che era impossibile stabilire se i freni funzionavano o no. E la Procura aveva chiesto una nuova archiviazione.

«Aspettiamo le motivazioni che hanno portato il tribunale di Terragona a riaprire il processo e solo dopo potremo capire come potrà evolvere la vicenda. Comunque finalmente e’ arrivato il momento di capire e individuare tutte le responsabilità», ha commentato Gabriele Mestrini, il padre di Elena Maestrini, morta nello schianto del bus. In queste ore le famiglie hanno ricevuto l’atto che le informa dell’accoglimento del ricorso. «Il nuovo procedimento aperto – prosegue Maestrini – nei confronti dell’autista servirà per capire bene tutte le criticità di questa vicenda e finalmente le nostre figlie avranno giustizia. Speriamo che i legislatori spagnoli decidano anche di pensare a nuove contromisure che possano aiutare la sicurezza sulle strade. Non fu una fatalità, ma una tragedia che poteva essere evitata».

I fatti risalgono al 20 marzo del 2016. Erano le 6 del mattino quando, sulla nazionale AP-7 (all’altezza di Freginals), il pullman carico di studenti di ritorno da Valencia, dove avevano assistito al celebre festival di fuochi d’artificio di Las Fallas, rimase coinvolto in un terribile incidente: il bus colpì dapprima il guardrail sulla destra per poi sbandare e andare a travolgere la divisione centrale, finendo nella carreggiata opposta dove si scontrò con un’auto; il pullman concluse la sua corsa ribaltandosi su un fianco in una cinetta. Le vittime furono 13, tutte studentesse in Erasmus che avevano tra i 19 e i 25 anni. Tra le vittime anche sette italiane: Francesca Bonello, 23 anni, studentessa in Medicina, viveva a Genova nel quartiere Castelletto; Elisa Valent (25 anni di Venzone, in provincia di Padova, studiava a Padova); le tre toscane Valentina Gallo (22enne di Firenze, studiava Economia all’Università di Firenze), Elena Maestrini (21enne di Gavorrano in provincia di Grosseto, studiava Economia e Management), Lucrezia Borghi (di Greve in Chianti); Serena Saracino (21 anni di Torino, studiava Farmacia dell’Università di Torino), Elisa Scarascia Mugnozza (studentessa romana).

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martedì, 29 Ottobre 2019 - 14:02
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