Mafia, le intercettazioni su Nicosia: «Aspettava molti soldi da Messina Denaro per un progetto sul mondo carcerario»

Antonello Nicosia

Contatti diretti con il boss Accursio Dimini, parole di lode per Matteo Messina Denaro, valutazioni sprezzanti su Falcone e Borsellino, un non meglio specificato ‘progetto’ afferente il settore carcerario che incontrava i favori del superboss di Cosa Nostra e anche una partecipazione ad un incontro tra mafiosi.

Antonello Nicosia è al centro di una trama oscura disvelata dall’inchiesta ‘Passeportout’ per effetto della quale il 48enne, assistente parlamentare di Giuseppina Occhionero (di Italia Viva) e a sua volta impegnato nella battaglia per i diritti dei detenuti, è stato colpito da un decreto di fermo. L’incontro cui Nicosia è accusato di avere partecipato si è svolta nel febbraio del 2019 a Porto Empedocle, e vi parteciparono anche due pregiudicati, di cui uno fedelissimo di Matteo Messina Denaro.

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Secondo i pm, in quella riunione «i tre affrontavano alcuni argomenti, chiamando in causa direttamente il latitante al quale doveva essere destinata una somma di denaro che gli interlocutori stavano recuperando». La riunione è stata in parte ricostruita grazie alle intercettazioni, le stesse che hanno consentite alla Dda di disegnare il ruolo di Nicosia e di capire come l’uomo si fosse messo al servizio della mafia sfruttando il suo ruolo e le sue conoscenze. C’è un punto di questa inchiesta sulla quale i pm antimafia continueranno a lavorare. Dall’inchiesta è emerso che Nicosia si era impegnato «per la realizzazione di un non meglio delineato progetto che, afferente il settore carcerario, interessava direttamente il latitante Matteo Messina Denaro, da cui l’indagato, per l’opera svolta, si aspettava di ricevere un ingente finanziamento non ritenendo sufficienti i ringraziamenti che asseriva di avere ricevuto dallo stesso ricercato». Sarà adesso importante provare a capire di che tipo di progetto si trattasse, sarà importante capire quali fossero le mire di Matteo Messina Denaro.

Sarà adesso importante capire se Nicosia abbia sfruttato finanche il programma televisivo e via web “Mezz’ora d’aria’, da lui condotto. In quella trasmissione, per in inciso, si affrontava il tema delle carceri, si discuteva di misure di sicurezza. E spesso vi intervenivano ospiti esterni. Un altro aspetto al centro dell’inchiesta sono i rapporti che Nicosia aveva creato con alcuni operatori penitenziari in ragione del loro ruolo. Sarà importante capire se quei rapporti erano meramente istituzionali o se in qualche caso è stato superato qualche limite.

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lunedì, 4 novembre 2019 - 09:23
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