Omicidio Nocerino, il ras Manganiello confessa e si dissocia dai Marino e dagli Amato-Pagano: il pm chiede l’ergastolo

Il ras Roberto Manganiello

Omicidio di Ciro Nocerino, il ras Roberto Manganiello ammette gli addebiti in sede di giudizio abbreviato, chiede scusa e si dissocia dalla camorra. Si dissocia, cioè, dal gruppo Marino, delle Case Celesti a Secondigliano, di cui è stato uno dei capi (ruolo che si è guadagnato in ragione della sua parentela coi Marino, di cui è nipote) e di conseguenza dagli Amato-Pagano, il cartello criminale cui i Marino hanno sempre fatto riferimento per l’acquisto di sostanze stupefacenti da smerciare nelle loro ‘piazze’.

E’ accaduto nell’udienza tenutasi ieri dinanzi al giudice per le indagini preliminari Vincenzo Caputo della 24esima sezione penale del Tribunale di Napoli. Nonostante l’ammissione degli addebiti (una confessione limitata solo alle proprie responsabilità), il pubblico ministero antimafia Maurizio De Marco, titolare del fascicolo di inchiesta, ha chiesto al gip di condannare l’imputato alla pena dell’ergastolo e di non riconoscergli attenuanti generiche. Attenuanti, è facile immaginare, che saranno invece sollecitate dalla difesa proprio alla luce della confessione. Le discussioni degli avvocati Luigi Senese e Carlo Ercolino sono fissate per il 31 gennaio.

Manganiello, che ieri era presente in aula ed è detenuto in regime comune, ha all’attivo condanne per associazione di stampo mafioso, traffico di droga e una condanna definitiva a 21 anni di reclusione per il duplice omicidio di Fulvio Montanino e Claudio Salierno, agguato – avvenuto nell’ottobre del 2004 – che segnò l’inizio della prima guerra di camorra tra lo zoccolo duro del clan Di Lauro, riunitosi attorno al nuovo capo Cosimo Di Lauro, e l’ala scissionista guidata dagli Amato-Pagano.

Ciro Nocerino venne ammazzato a Scampia nel 2011. Secondo quanto ricostruito dalla procura (inchiesta coordinata dal pm antimafia Maurizio De Marco) sulla scorta delle dichiarazioni dei pentiti (che costituiscono il perno dell’impostazione accusatoria), Nocerino fu ammazzato perché fu ritenuto erroneamente responsabile di un agguato, fallito, proprio ai danni di Manganiello.

Per l’omicidio di Nocerino sono imputati altri tre storici affiliati agli Amato-Pagano, che però hanno optato per il rito ordinario: si tratta di Arcangelo Abete, Arcangelo Abbinante e il suo braccio destro Giovanni Esposito detto ‘o muori. Sono imputati dinanzi ai giudici della terza sezione della Corte d’Assise di Napoli.

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martedì, 5 novembre 2019 - 14:18
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