Bufera sui magistrati, il pm Palamara si ‘confessa’ su Radio1: «Le correnti? Dominano il sistema giudiziario»

Luca Palamara
Il pm romano Luca Palamara al centro dello scandalo sulle toghe

Luca Palamara, il pm romano (sospeso dal servizio e dalle funzioni) al centro di un’inchiesta per corruzione e anche protagonista del tentativo di ingerenza nelle nomine dei capi di alcuni uffici di procura, prova a spiegare le sue ragioni in un’intervista pubblica. Lo fa intervenendo su Radio1 (oggi pomeriggio dopo le cinque) e rispondendo alle domande di un Giovanni Minoli che non fa sconti.

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Palamara spiega così che l’inchiesta esplosa in primavera era un segreto di Pulcinella: «Il più grande dispiacere è che a partire dal febbraio 2018 la notizia di un’inchiesta sulla mia persona era un fatto noto negli ambienti della magistratura e dei giornalisti. Era un fatto ampiamente risaputo del quale tutti mi parlavano». Respinge l’accusa di corruzione che gli è piovuta addosso a seguito delle dichiarazioni rese dall’imprenditore Centofanti e nega di avere brigato per condizionare qualsivoglia nomina negli uffici giudiziari.

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Minoli gli riporta poi alla memoria la fase cena – pietra dello scandalo – che vide allo stesso tavolo magistrati e i parlamentari Luca Lotti e Cosimo Mattia Ferri, porgendogli due domande: «Si è avuta la sensazione che magistrati e politici si spartiscano incarichi. Le pare normale?»; «Le correnti dominano le nomine dei magistrati?». Palamara risponde con sicumera, riducendo la cena a un evento normale considerato che Ferri è sì un politica ma prima ancora è stato un magistrato che lui ben conosce. Sulle correnti, invece, Palamara ammette senza ipocrisia che «le correnti sono immanenti, dominano il sistema giudiziario ma non solo nel modo deteriore del termine, ma per gestire nel migliore dei modi il sistema».

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venerdì, 15 Novembre 2019 - 17:35
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