Una tonnellata di shopper non a norma e pericolose per l’ambiente sequestrata dai carabinieri forestali in Campania


Maxi controllo sulle shopper da supermercato. In tutta la regione sono state controllate 220 attività commerciali, compresi i grandi centri di distribuzione appartenenti a grandi multinazionali.

L’attività era finalizzata alla verifica del corretto impiego delle buste in materiale plastico biodegradabili e compostabili lungo tutta la filiera, al fine di contrastare condotte irregolari ancora molto diffuse. L’ammontare delle sanzioni contestate a negozi, supermercati, rivenditori e produttori è di circa 110.000 euro, con oltre 1000 kg di shopper sequestrati. Anche alcuni centri commerciali non sono risultati in regola.

Dai controlli effettuati, e dagli esiti, è emerso come la normativa di settore ancora non sia rispettata, con la conseguente immissione sul mercato di shopper non conformi o addirittura contraffatti, essendo stati oggetto di sequestro anche 5 clichè con i loghi utilizzati per la stampa delle buste.

Stando a quanto emerge da studi di settore, la produzione e successiva immissione sul mercato di questi shopper falsi uccide, ogni anno, 100.000 mammiferi marini, come tartarughe, balene ma anche molti uccelli di mare.

La normativa sulla borse di plastica è contenuta nel Codice dell’Ambiente. In particolare le borse di plastica, le cui caratteristiche tecniche sono indicate dall’art. 218 del succitato codice, attualmente commercializzabili, sono esclusivamente di tre tipologie:

• riutilizzabili (trasporto generi alimentari e non, realizzate con un quantitativo variabile di plastica di riciclo);
• biodegradabili e compostabili ( con requisiti di biodegradabilità e computabilità);
• ultraleggere biodegradabili e compostabili ( fornite come imballaggio primario per generi alimentari sfusi).
Affinché gli shopper siano conformi alla normativa, è obbligatorio che sugli stessi siano anche indicati:
• la dicitura “Biodegradabile e compostabile”;
• il codice riferito alle norme UE, ovvero “UNI EN 13432:2002”;
• il marchio di un ente certificatore che indica che il prodotto può trasformarsi in compost.
Ad esempio, i sacchetti che hanno solo la scritta “Biodegradabile secondo il metodo UNI EN ISO 14855” e i simboli triangolari oppure l’esagono del polietilene, ad alta o bassa densità, non sono a norma di legge. Le sanzioni previste per tutte le violazioni in materia vanno da un minimo di 2.500 ad un massimo di 25000 euro.

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venerdì, 15 novembre 2019 - 07:59
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