Cucchi, il vergognoso insulto a Ilaria da parte del politico Palozzi: «Sfrutta il fratello tossico per avere successo»

Ilaria Cucchi e l'avvocato Fabio Anselmo

Dieci anni di ostinata ricerca della verità. Anche quando il muro del silenzio e dell’omertà sembrava invalicabile. Giovedì sera Ilaria Cucchi ha vinto la sua battaglia: la Corte d’Assise ha riconosciuto che la morte di Stefano fu la conseguenza del pestaggio subito in caserma da parte di due carabinieri. Ma se un processo, un sofferto dibattimento e il contributo inatteso di alcuni testi (incluso il carabiniere imputato Francesco Tedesco) hanno consentito di mettere un primo punto ad una storia che da troppo tempo aspettava di essere scritta, la battaglia di Ilaria Cucchi contro i pregiudizi, le offese gratuite non è ancora stata vinta. Dopo le dichiarazioni rese l’altro giorno dal leader della lega Matteo Salvini, oggi pomeriggio un altro politico del centrodestra si lascia andare ad un post su Facebook dal contenuto discutibile, fuori luogo e imbarazzante per un rappresentante delle istituzioni. Il protagonista della performance è il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Adriano Palozzi, ex Forza Italia ed ora nel movimento di Giovanni Toti.

Lo riportiamo integralmente prima di procedere ad esaminarlo. Scrive Palozzi: «Stefano Cucchi ha avuto finalmente giustizia (Bah)! La sorella finalmente è soddisfatta e si lancia in una nuova e brillante carriera politica o nello spettacolo (insomma cerca un modo per guadagnare). Stefano Cucchi sarà anche stato maltrattato e per questo ci sono state delle condanne (giuste? Bah)! Va però ricordato che non parliamo di uno studente modello o di un bravo ragazzo di città bensì di un tossico preso con 20 grammi di hashish e con alcune dosi di cocaina destinate evidentemente allo spaccio e pure abbastanza spocchioso! (…) Per carità nessuno può morire e deve morire di botte ma neanche può passare per vittima o per eroe lui e tantomeno la sorella che sta sfruttando il fratello tossico per il proprio successo!».

Palozzi, è evidente, mette in discussione l’esito della sentenza, ma su questo sorvoliamo perché non è questa la sede per rappresentare al consigliere regionale l’andamento non solo del processo conclusosi giovedì ma l’intera storia giudiziaria che da dieci anni ruota attorno al caso Cucchi. Ciò sul quale si fa fatica a sorvolare sono due aspetti. Il primo: «La sorella finalmente è soddisfatta e si lancia in una nuova e brillante carriera politica o nello spettacolo (insomma cerca un modo per guadagnare)». E’ vero, in questi dieci anni Ilaria Cucchi è stata sempre sotto la luce dei riflettori, ma non per condurre programmi televisivi, né per lanciarsi in imprese politiche: Ilaria Cucchi ha battuto ogni salotto televisivo di informazione, si è prestata a qualsiasi intervista, solo allo scopo di ottenere la verità, solo allo scopo di capire chi e perché avesse ridotto Stefano Cucchi ad una maschera di lividi mentre era nelle mani dello Stato. Lo raccontano i fatti, i fatti raccontano che Ilaria Cucchi ha sempre e solo rivendicato ‘giustizia’ e non poltrone. Pochi altri, o forse nessuno, avrebbe tenuto duro per dieci anni. Pochi altri avrebbero lottato con la stessa ostinazione di Ilaria. Ma Palozzi ignora che, se non fosse stata per il legittimo presenzialismo in tv di questa donna, forse la verità non sarebbe mai venuta a galla. O forse, più semplicemente, quello di Palozzi è un modo per screditare, sminuire il valore della battaglia di Ilaria.

Il secondo aspetto del post: Stefano Cucchi «neanche può passare per vittima o per eroe (..) non parliamo di uno studente modello o di un bravo ragazzo di città bensì di un tossico preso con 20 grammi di hashish e con alcune dosi di cocaina». Si fa fatica a commentarlo questo passaggio tale è l’assurdità del suo contenuto. Per Palozzi Stefano Cucchi non può passare per vittima. Certamente, una persona che viene pestata brutalmente in una caserma dei carabinieri  non è una vittima ma immaginiamo che possa essere stata ben felice di essere stata riempita di botte. Dice ancora Palozzi: «Stefano Cucchi non può passare per eroe». L’eroe, infatti, è un’altra cosa. Né la sorella Ilaria Cucchi ha preteso o chiesto questo ‘status’ venisse riconosciuto a suo fratello. Infine, il passaggio nel quale Palozzi ricorda che Cucchi fu arrestato per droga. E’ vero, e nessuno l’ha mai negato: ma l’essere stato trovato con la droga addosso o avere avuto un passato difficile con la droga, rende la morte di Cucchi per mano di due carabinieri più accettabile della morte di uno studente modello? Per Palozzi sembra di sì. E questo si commenta da solo.

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sabato, 16 novembre 2019 - 19:11
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